Succede in Nuova Zelanda, dove una ventenne precipita dal secondo piano mentre scatta una foto acrobatica

Non è la prima volta che la vanità fotografica si rivela letale per una giovane vita.

La mania di apparire sui social chiede spesso un prezzo troppo alto a chi ne abusa, facendosi dominare da essa. È successo alla giovanissima Toni Kelly, originaria di Dargaville, in Nuova Zelanda.

Una ragazza ventenne come tante, allegra, vivace e piena di amici. La giovane Toni non avrebbe mai immaginato che la sua passione per i selfie si sarebbe rivelata fatale.

La situazione le è sfuggita di mano mentre cercava di realizzare la foto perfetta da condividere con i suoi follower. Un selfie acrobatico alla finestra è degenerato in una caduta dal secondo piano.

L’impatto al suolo è stato irreparabile, e Toni ha battuto la testa, riportando danni cerebrali irreversibili, secondo quanto comunicato dai medici che si sono occupati di lei, quando è stata ricoverata d’urgenza in ospedale.

La famiglia di Toni ha subito acconsentito alla donazione degli organi della ragazza ed è partita subito una raccolta fondi per il trasferimento della salma fino a Dargaville (sono stati raccolti 38mila dollari, circa 32mila euro).

«Questo è un momento tremendo per i genitori, sono assolutamente devastati. Piangiamo la scomparsa di una ragazza solare, gentile e piena di vita» ha dichiarato la zia della ragazza.

Una morte assurda, che ci fa riflettere sulle conseguenze sconcertanti di un fenomeno troppo diffuso nel nostro tempo: il dilagante bisogno di apparire, costi quel che costi.