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SANREMO – Il destino del Festival di Sanremo 2026 è appeso a un doppio filo: quello delle offerte che dovranno arrivare entro oggi, lunedì 19 maggio, alle ore 12:30, e quello delle due udienze giudiziarie previste giovedì 22 maggio al Consiglio di Stato e venerdì 23 al TAR. Una settimana di fuoco per la città dei fiori e per la Rai, che rischia di perdere lo storico controllo sulla kermesse.
Il Comune di Sanremo ha avviato una gara pubblica per l’organizzazione del Festival della Canzone Italiana a partire dal 2026. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per oggi, lunedì 19 maggio alle ore 12:30. La Rai, che ha storicamente gestito il Festival, ha deciso di partecipare, pur sottolineando il disappunto per una procedura che la costringe a “conquistarsi” il suo ruolo.
Se al momento tutto è ancora avvolto nella riservatezza, una cosa è certa: la Rai ha confermato ufficialmente la sua partecipazione al bando, pur tra le polemiche. Il servizio pubblico, che organizza il Festival da 70 anni, si è trovato costretto a partecipare alla gara dopo la sentenza del TAR che ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto.
Nelle scorse settimane si era ipotizzato l’interesse anche di grandi player internazionali, su tutti Warner Bros. Discovery, ma secondo quanto trapelato nelle ultime ore, il colosso americano non parteciperà alla gara.
Resta in bilico la posizione di Mediaset: l’altro grande polo dell’audiovisivo italiano non ha ufficialmente annunciato nulla, ma durante l’ultima edizione del Festival ha lasciato intendere di non essere interessata a gestire la manifestazione. Al momento, dunque, la partecipazione di Cologno Monzese appare altamente improbabile (salvo ripensamenti last minute).
La situazione attuale nasce dalla sentenza del TAR della Liguria, che lo scorso dicembre ha stabilito l’illegittimità dell’affidamento diretto del Festival alla Rai, ordinando l’indizione di una gara pubblica. A sollevare la questione era stato Sergio Cerruti, presidente dell’Associazione Fonografici Italiani.
In risposta, la Rai ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, sostenendo che il marchio “Festival di Sanremo” è inscindibile dal format televisivo da essa sviluppato nel tempo.
Due le date da segnare in rosso:
Entrambe le sentenze potrebbero ribaltare o confermare l’esito del bando, influenzando direttamente chi potrà organizzare il Festival nei prossimi anni.
Conclusa la fase di raccolta delle offerte, il Comune di Sanremo procederà con la nomina della commissione di valutazione, che dovrà esaminare le proposte ricevute. Tuttavia, l’intero iter potrebbe essere congelato in attesa delle decisioni giudiziarie.
Scritto da: Enzo Sangrigoli
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