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Turismo di massa sulle Dolomiti: nelle splendide montagne della Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, è esplosa una discussione che fa riflettere: un contadino ha installato un tornello a pagamento per accedere a un punto panoramico, nel tentativo di contrastare il turismo di massa. Un gesto simbolico quanto controverso che ha acceso il dibattito su come proteggere la montagna.
Il sentiero in questione si trova all’interno del Parco Naturale Puez-Odle, una zona di rara bellezza, ma anche estremamente delicata. Sempre più turisti si recano qui per scattare foto da condividere sui social, calpestando i prati e danneggiando l’ambiente alpino. Per questo motivo, un abitante della zona ha deciso di installare un tornello con accesso a pagamento: 5 euro per poter accedere al punto panoramico più gettonato.
L’intento non era quello di guadagnare, ma di lanciare un segnale forte contro l’overtourism e l’uso irrispettoso del territorio. I troppi visitatori portano con sé rifiuti, erosione dei sentieri, e-bike che rovinano i prati e un degrado crescente che le alte quote faticano a rigenerare.
La Provincia Autonoma di Bolzano è però intervenuta rapidamente, bloccando l’iniziativa. Il tornello è infatti stato installato in una zona protetta, dove ogni tipo di intervento è soggetto a regolamentazioni ambientali molto rigide. Tuttavia, il gesto ha fatto discutere e ha ottenuto il sostegno morale di molti amanti della montagna.
Il CAI Alto Adige (Club Alpino Italiano) ha dichiarato che, seppur non legale, l’azione rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare.
Il punto chiave è che la montagna non è un parco divertimenti, ma un ecosistema fragile da tutelare. Il turismo mordi e fuggi porta spesso più danni che benefici: pochi guadagni reali per il territorio, ma un impatto ambientale che si traduce in prati devastati, sentieri rovinati e habitat compromessi.
Il gesto del contadino con il tornello sulle Dolomiti contro il turismo di massa potrebbe sembrare eccessivo, ma ha avuto il merito di accendere i riflettori su un problema reale: la necessità di un turismo sostenibile e rispettoso, soprattutto in ambienti delicati come quelli alpini.
Scritto da: Fina Leocata
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