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C’è chi ricorda quando le sigarette si compravano sfuse, per pochi centesimi di lire. Tempi lontani, che contrastano con l’attualità: i fumatori italiani potrebbero presto affrontare un nuovo aumento dei prezzi. Dopo i rincari già scattati a inizio 2025, anche il 2026 si preannuncia più costoso per sigarette, sigari e tabacco trinciato.
Secondo le prime ipotesi, il governo starebbe lavorando a un piano triennale di revisione delle accise, che porterebbe gli aumenti fino a 1,50 euro in più a pacchetto entro il 2028. Non si tratterebbe di un balzo improvviso, ma di piccoli incrementi annuali, così da adeguarsi alle linee guida europee. L’Unione europea, infatti, ha stabilito un percorso di armonizzazione fiscale che riguarda solo i prodotti da fumo tradizionali: sigarette, tabacco e sigari. Restano esclusi, almeno per ora, i prodotti senza combustione e le sigarette elettroniche.
Per il governo, l’obiettivo principale è chiaro: aumentare le entrate fiscali. Oggi i prodotti da fumo garantiscono circa 15 miliardi di euro l’anno, una cifra importante per le casse dello Stato. E, nonostante il mercato sia in forte trasformazione, le sigarette e i prodotti tradizionali rappresentano ancora circa l’80% dei consumi in Italia.
Negli ultimi cinque anni, però, le abitudini stanno cambiando. I prodotti senza combustione hanno quadruplicato la loro quota, passando dal 4% del 2019 al 18% del 2024. Un segnale che mostra l’evoluzione del settore, ma che non intacca ancora il predominio delle sigarette classiche.
La pianificazione pluriennale delle accise si è dimostrata efficace in molti Paesi europei: garantisce entrate prevedibili e consente di pianificare investimenti di lungo periodo. Per i fumatori italiani, questo significa abituarsi a rincari progressivi, con un costo che nel giro di tre anni potrebbe salire sensibilmente.
Le stime parlano chiaro: dal 2026 al 2028 i pacchetti di sigarette potrebbero costare da 1 a 1,50 euro in più. Una scelta che il governo motiva con la necessità di allinearsi all’Europa, ma che inevitabilmente peserà sulle tasche di milioni di cittadini.
Scritto da: Enzo Sangrigoli
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