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Una disputa tra vicini è finita in tribunale negli Stati Uniti e potrebbe costare molto cara. Una coppia di pensionati di Portland, nello Stato dell’Oregon, ha infatti chiesto un risarcimento di oltre 200mila dollari, circa 170mila euro, sostenendo di aver subito problemi di salute e un forte peggioramento della qualità della vita a causa dei cattivi odori provenienti dall’abitazione della vicina.
Al centro della vicenda c’è una tiny house, una piccola casa prefabbricata su ruote non collegata alla rete fognaria tradizionale.
I protagonisti della vicenda sono John e Trudy Benjamin, due pensionati che vivono accanto alla proprietà della vicina Karen Ward.
Secondo il loro racconto, negli ultimi anni un odore sempre più intenso avrebbe iniziato a diffondersi dalla tiny house, rendendo difficile perfino trascorrere del tempo all’aperto.
La coppia sostiene che il cattivo odore sia diventato progressivamente insopportabile, al punto da modificare le proprie abitudini quotidiane e limitare l’utilizzo degli spazi esterni della propria abitazione.
Nella denuncia presentata, i coniugi affermano di aver accusato diversi disturbi fisici che attribuiscono alla situazione.
Tra i sintomi segnalati figurano nausea, mal di testa, vertigini e problemi respiratori. Secondo il loro racconto, le condizioni sarebbero diventate particolarmente pesanti negli ultimi tempi.
La vicenda avrebbe avuto conseguenze anche sul marito, che sostiene di essere caduto più volte riportando un infortunio al ginocchio che avrebbe richiesto un intervento chirurgico.
Secondo la ricostruzione della coppia, all’origine del problema ci sarebbe una possibile fuoriuscita di materiale proveniente dal sistema di raccolta dei reflui della tiny house.
I pensionati ritengono che il contenuto del bagno chimico possa aver contaminato l’area circostante, provocando la diffusione di odori particolarmente sgradevoli.
Si tratta però di una tesi contestata dalla proprietaria dell’abitazione.
Karen Ward respinge infatti le accuse e sostiene che il bagno chimico venga svuotato regolarmente e nel rispetto delle procedure previste.
Nonostante ciò, la controversia resta aperta e la coppia continua a chiedere un intervento che elimini definitivamente il problema.
Oltre al risarcimento economico, che supera i 200mila dollari, i coniugi chiedono che la tiny house venga rimossa oppure adeguata attraverso il collegamento alla rete fognaria.
Sarà ora la giustizia americana a stabilire se esistano effettivamente responsabilità e se vi sia un collegamento tra i presunti odori provenienti dall’abitazione e i problemi denunciati dalla coppia.
Le dispute tra vicini non sono certo una novità, ma raramente raggiungono cifre così elevate.
Il caso sta attirando l’attenzione dei media statunitensi perché pone al centro temi sempre più attuali come la diffusione delle tiny house, la gestione dei servizi igienici nelle abitazioni mobili e il diritto dei residenti a vivere in un ambiente salubre.
In attesa della decisione dei giudici, la vicenda continua ad alimentare il dibattito tra chi sostiene le ragioni della coppia e chi difende la proprietaria della piccola abitazione.
Scritto da: Fina Leocata
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