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Perdere una valigia durante un viaggio aereo è uno degli inconvenienti più temuti dai passeggeri. Oltre al disagio di ritrovarsi senza effetti personali, spesso si aggiungono procedure burocratiche lunghe e complesse per ottenere un risarcimento.
Adesso però arriva una decisione destinata a semplificare la vita ai viaggiatori. La Corte di Cassazione ha infatti chiarito che il modulo compilato in aeroporto per segnalare lo smarrimento o il ritardo del bagaglio è già sufficiente per avviare la richiesta di tutela nei confronti della compagnia aerea.
Quando una valigia non arriva a destinazione insieme al passeggero, il primo passo è compilare il cosiddetto PIR, il Property Irregularity Report, presso l’ufficio bagagli dell’aeroporto.
Fino a oggi molte compagnie sostenevano che questo documento non fosse sufficiente e che fosse necessario presentare successivamente un ulteriore reclamo scritto entro termini precisi.
La Cassazione ha invece stabilito che il PIR rappresenta già una contestazione formale del disservizio e che non può essere ignorato ai fini della richiesta di risarcimento.
La decisione nasce dal caso di un viaggiatore che aveva subito la consegna in ritardo del proprio bagaglio durante un volo internazionale.
Dopo aver compilato il modulo in aeroporto, il passeggero aveva chiesto il rimborso delle spese sostenute durante l’attesa della valigia. In un primo momento la richiesta era stata respinta perché non era stato inviato un secondo reclamo entro il termine previsto.
La Suprema Corte ha però ribaltato questa interpretazione, riconoscendo che la segnalazione effettuata immediatamente all’arrivo era già valida e sufficiente.
Le novità non riguardano soltanto la procedura di reclamo.
Recenti orientamenti giurisprudenziali stanno infatti rendendo meno gravoso anche l’onere della prova a carico dei passeggeri.
Chi subisce uno smarrimento definitivo del bagaglio potrebbe non essere più costretto a dimostrare nel dettaglio il contenuto della valigia o a conservare ogni singolo scontrino degli acquisti effettuati per far fronte all’emergenza.
Una semplificazione che punta a rendere più equilibrato il rapporto tra compagnie aeree e viaggiatori.
Le richieste di risarcimento per bagagli smarriti o consegnati in ritardo sono disciplinate dalla Convenzione di Montreal, il trattato internazionale che tutela i passeggeri del trasporto aereo.
In base alle norme attualmente in vigore, il rimborso può raggiungere cifre superiori ai 1.500 euro, a seconda delle circostanze e dei danni effettivamente subiti dal viaggiatore.
Gli esperti ricordano che la prima cosa da fare è segnalare immediatamente il problema all’interno dell’aeroporto prima di lasciare l’area arrivi.
La compilazione del PIR resta infatti il passaggio fondamentale per documentare il disservizio e attivare le procedure di tutela previste dalla normativa internazionale.
Con questa nuova interpretazione della Cassazione, quel documento assume un valore ancora più importante e rappresenta un ulteriore passo avanti nella protezione dei diritti dei passeggeri.
Una buona notizia per chi viaggia spesso e per chi, almeno una volta nella vita, ha visto la propria valigia sparire sul nastro trasportatore.
Scritto da: Fina Leocata
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