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Nuova ondata di caldo sull’Italia: il Centro-Sud torna a sfiorare i 40 gradi, mentre il Nord avrà una tregua

today12 Luglio 2026 9

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Gli esperti parlano della terza ondata di calore dell’estate: temperature elevate fino alla prossima settimana e rischio afa soprattutto nelle regioni meridionali

L’estate torna ad alzare il termometro. Dopo le intense ondate di calore che hanno caratterizzato le scorse settimane, una nuova massa d’aria calda è pronta a investire buona parte del Paese. Questa volta, però, la situazione sarà diversa rispetto a giugno: le regioni del Nord saranno solo marginalmente coinvolte, mentre il caldo si concentrerà soprattutto sul Centro-Sud e sulle Isole maggiori.

Secondo gli esperti, le temperature potranno raggiungere 39 gradi, con punte locali vicine ai 40°C nelle aree più esposte.

La terza ondata di calore dell’estate

A spiegare il fenomeno è Massimiliano Pasqui, fisico del clima dell’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che sottolinea come questa rappresenti la terza ondata di calore che interessa l’Europa dall’inizio della stagione estiva.

La prima si era verificata tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, portando temperature eccezionalmente elevate in gran parte dell’Europa occidentale. La seconda, nella seconda metà di giugno, aveva fatto registrare numerosi record di caldo sia in Italia sia in altri Paesi europei.

Quella in arrivo dovrebbe risultare leggermente meno intensa della precedente, ma sarà comunque caratterizzata da valori ben superiori alle medie climatiche del periodo.

Perché il Nord sarà meno coinvolto

La differenza rispetto alle precedenti ondate riguarda la posizione dell’anticiclone africano.

In questa fase l’alta pressione rimarrà maggiormente concentrata sul Mediterraneo occidentale, interessando soprattutto la Penisola Iberica e il bacino centrale del Mediterraneo.

Per questo motivo il Nord Italia sarà coinvolto solo nei primi giorni, per poi lasciare spazio a correnti più instabili che favoriranno l’arrivo di temporali, soprattutto sulle Alpi, sulle Prealpi e sulle regioni dell’alto Adriatico.

Le temperature previste

Il caldo più intenso interesserà Sardegna, Sicilia e gran parte del Centro-Sud.

Le previsioni indicano:

  • temperature comprese tra 37 e 39 gradi in Sardegna;
  • valori tra 36 e 38 gradi nelle zone interne del Centro Italia;
  • punte prossime ai 40 gradi in alcune aree della Sicilia e nelle regioni meridionali più esposte.

Oltre al caldo, sarà l’afa a rendere particolarmente pesante la percezione delle temperature, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste.

La configurazione “a omega”

Gli esperti del Consorzio Lamma, nato dalla collaborazione tra CNR e Regione Toscana, spiegano che la situazione meteorologica sarà determinata dalla cosiddetta configurazione a omega.

Si tratta di una particolare disposizione delle aree di alta e bassa pressione che tende a bloccare la circolazione atmosferica per diversi giorni consecutivi, mantenendo condizioni stabili e favorendo la persistenza del caldo.

L’aria di origine nordafricana continuerà così a risalire verso l’Italia, alimentando temperature elevate soprattutto sulle regioni centro-meridionali.

Quanto durerà il caldo

Secondo le attuali proiezioni, la fase più intensa dovrebbe accompagnare l’Italia per gran parte della prossima settimana.

Successivamente l’evoluzione resta ancora da definire, ma al momento non si intravedono cambiamenti tali da determinare un deciso abbassamento delle temperature.

I consigli per affrontare l’ondata di calore

Durante le giornate più calde è consigliabile evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali, bere molta acqua, consumare pasti leggeri e limitare l’attività fisica nelle ore più afose.

Particolare attenzione va riservata ad anziani, bambini, persone affette da patologie croniche e animali domestici, categorie maggiormente esposte agli effetti delle elevate temperature.

L’estate, dunque, torna a mostrare il suo volto più caldo, ricordando ancora una volta quanto gli episodi di calore estremo stiano diventando sempre più frequenti e intensi anche nel bacino del Mediterraneo.

Scritto da: Fina Leocata

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