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Sempre più adolescenti e intelligenza artificiale vivono un rapporto stretto e quotidiano. A confermarlo sono i dati della XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio “Senza filtri”, diffuso da Save the Children.
Secondo l’organizzazione, oltre 4 ragazzi su 10 si rivolgono a ChatGPT o ad altri strumenti di IA per chiedere consigli emotivi, capire se sono innamorati o affrontare decisioni importanti.
Un fenomeno in rapida crescita, che mostra come l’IA stia diventando una presenza costante nelle vite dei più giovani.
I numeri parlano chiaro:
41,8% degli adolescenti usa l’IA per gestire momenti di tristezza, solitudine o ansia.
42,8% chiede consigli su relazioni, scuola, amicizie e scelte personali.
Per quasi la metà dei ragazzi l’IA è ormai uno strumento fondamentale:
49,1% ritiene che sia importante nella propria vita quotidiana.
47,1% pensa che un uso maggiore migliorerebbe la propria vita personale.
Le ragioni della fiducia dei giovani verso l’IA sono chiare:
28,8% apprezza la disponibilità continua
14,5% percepisce comprensione
12,4% apprezza il fatto che “non giudica”
L’IA viene percepita come un confidente sicuro, capace di ascoltare senza pressioni e senza creare imbarazzo.
Il risultato?
58,1% degli utenti adolescenti ha chiesto all’IA consigli su qualcosa di molto serio.
63,5% trova una conversazione con l’IA più soddisfacente rispetto a quella con una persona reale.
Per Raffaela Milano, Direttrice del Polo Ricerche di Save the Children, la situazione richiede attenzione:
“L’Intelligenza Artificiale svolge un ruolo di conforto emotivo in alcuni casi preoccupante. È urgente un dialogo tra generazioni per capire rischi e opportunità e ridefinire percorsi educativi e responsabilità”.
Il rischio è che l’IA sostituisca forme di supporto emotivo reali, aumentando l’isolamento dei giovani.
Il rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale si inserisce in un quadro più ampio di iperconnessione:
38% guarda il cellulare anche in presenza di amici o parenti
27% si sente nervoso quando non ha il telefono con sé
oltre 1 adolescente su 8 è iperconnesso
47,1% è stato vittima di cyberbullismo (in aumento rispetto al 31,1% del 2018)
Segnali di un disagio crescente che porta i giovani a cercare conforto digitale più che umano.
La distanza tra mondo reale e virtuale è sempre più evidente:
1 su 2 non ha visitato musei o mostre nel 2024
21,2% non è mai stato al cinema
46,2% non legge libri al di fuori di quelli scolastici
18,1% non pratica attività fisica
nel Mezzogiorno questa percentuale sale al 29,2%
Un’intera generazione rischia di vivere più online che offline.
La ricerca di Save the Children mette in luce una trasformazione profonda: gli adolescenti considerano l’IA un vero amico, spesso più presente e meno giudicante di una persona reale.
Il rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale offre opportunità, ma porta anche rischi che famiglie, scuole e istituzioni devono affrontare con urgenza.
Scritto da: Fina Leocata
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