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Per molti giovani italiani, cercare lavoro è già un lavoro.
Candidature da inviare, curriculum da aggiornare, colloqui, stage non retribuiti e rifiuti da gestire rendono l’ingresso nel mercato del lavoro un percorso lungo e spesso frustrante.
Il quadro nazionale resta critico: la disoccupazione giovanile è al 19,2% e oltre 1,4 milioni di under 30 non studiano e non lavorano.
L’Italia continua a essere tra i Paesi europei con il più alto numero di NEET, un fenomeno che, secondo i dati Censis, costa allo Stato 15,7 miliardi di euro ogni anno.
Le difficoltà derivano da una combinazione di fattori:
competenze non sempre in linea con le richieste del mercato
poca connessione tra scuola e mondo del lavoro
mansioni sostituite dall’Intelligenza Artificiale
nuove professioni altamente specializzate
scarse competenze digitali rispetto alla media europea
A tutto ciò si aggiungono aspettative spesso troppo alte e mercati più competitivi.
Secondo Marco D’Oria, direttore della Business School Digital Campus e dottorando in Neuroscienze comportamentali alla IULM, per trovare lavoro oggi servono approcci più strategici.
Tra le linee guida suggerite:
Arrivare con idee chiare su come contribuire all’azienda.
Le reti personali e le conoscenze restano decisive.
Tirocini e apprendistati possono aumentare il proprio valore professionale.
Tra le più richieste:
resilienza
capacità di adattamento
problem solving
voglia di imparare
Il mercato del lavoro si evolve rapidamente.
Le imprese, oggi, vogliono:
capacità di lavorare in team
aggiornamento costante
familiarità con AI e strumenti digitali
flessibilità mentale
apertura alla formazione continua
Sono richieste competenze che spesso la scuola e l’università italiane faticano a fornire.
Il mismatch tra domanda e offerta è accentuato dal livello ancora insufficiente di competenze digitali tra i giovani:
la media UE è 55,6%, mentre l’Italia si ferma al 45,8%.
Ecco perché sempre più esperti insistono sulla necessità di percorsi scuola-lavoro (work-based learning), fondamentali per acquisire competenze specifiche e avvicinare i giovani alle reali esigenze delle aziende.
Per i giovani italiani cercare lavoro è davvero un lavoro: richiede tempo, pazienza, formazione continua e la capacità di adattarsi a un mercato del lavoro in rapida trasformazione.
Le istituzioni, però, devono fare la loro parte, rafforzando i percorsi formativi e riducendo il numero dei NEET, per evitare di perdere una generazione intera.
Scritto da: Fina Leocata
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