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Lavorare senza laurea, i mestieri che possono pagare di più: dal digitale agli idraulici, ecco quanto si può guadagnare

today29 Settembre 2026 5

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Non sempre serve un titolo universitario per costruire una carriera ben retribuita. Tecnici specializzati, professionisti del digitale, meccatronici ed esperti nelle vendite sono sempre più ricercati dalle aziende. Ma per raggiungere gli stipendi più alti servono esperienza e competenze specifiche

La laurea non è l’unica strada per arrivare a un lavoro ben retribuito. In Italia esistono professioni alle quali è possibile accedere attraverso un diploma, un ITS Academy, corsi professionali, certificazioni o esperienza sul campo e che, raggiunti determinati livelli di specializzazione, possono offrire retribuzioni interessanti.
A fare la differenza sono soprattutto le competenze difficili da trovare sul mercato.
Il fenomeno emerge chiaramente dai dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: a settembre 2026 le imprese italiane programmavano 565 mila ingressi, ma nel 44% dei casi dichiaravano difficoltà nel trovare i profili necessari.
Nel primo semestre del 2026 il problema aveva interessato complessivamente il 44,8% delle 2,869 milioni di assunzioni programmate dalle aziende italiane.

Digitale, alcuni stipendi possono superare i 50 mila euro

Uno dei settori nei quali il titolo universitario può avere un peso inferiore rispetto alle competenze effettivamente dimostrate è quello digitale.
Secondo le elaborazioni pubblicate da PMI.it, un web marketing manager può raggiungere una retribuzione media indicativa di circa 57 mila euro lordi annui, mentre per un digital marketing manager vengono indicate fasce comprese tra 40 mila e 65 mila euro di RAL. Un web analytics manager può invece collocarsi indicativamente tra 35 mila e 55 mila euro lordi annui.
Non significa naturalmente che queste siano le cifre percepite da chi entra per la prima volta nel settore.
Le retribuzioni più elevate riguardano professionisti che hanno acquisito esperienza e sono in grado di dimostrare risultati concreti: vendite generate online, campagne pubblicitarie efficaci, crescita del traffico, capacità di analizzare i dati o gestione di importanti progetti digitali.

Social media manager: non basta saper usare Instagram e TikTok

Tra le professioni maggiormente associate al lavoro digitale c’è anche quella del social media manager.
È però importante distinguere l’utilizzo personale dei social dalla gestione professionale della comunicazione di un’impresa.
Un social media manager deve conoscere strategie editoriali, advertising, analisi dei dati, produzione dei contenuti, gestione delle community e strumenti di intelligenza artificiale.
Anche in questo settore la retribuzione può crescere sensibilmente con l’esperienza, soprattutto quando il professionista gestisce campagne, budget e strategie commerciali.
La formazione continua è determinante: nel mercato digitale certificazioni, conoscenza dei nuovi strumenti e capacità di utilizzare le tecnologie di AI stanno assumendo un peso crescente.

Programmatori PLC e meccatronici sempre più ricercati

Le opportunità non si trovano soltanto davanti a un computer.
Uno dei settori più interessanti è quello dei tecnici specializzati nell’automazione industriale e nella meccatronica.
Programmatori PLC, meccatronici, manutentori e tecnici dei processi produttivi sono figure necessarie alle aziende che utilizzano macchinari automatizzati, robot e sistemi industriali complessi.
Per accedere a queste professioni non è necessariamente indispensabile una laurea. Un diploma tecnico, un percorso ITS Academy o una formazione professionale altamente specializzata possono rappresentare valide strade di ingresso.
E le imprese faticano a trovare questi lavoratori.
Nel gennaio 2026 risultava difficile reperire il 69,6% dei meccanici e manutentori ricercati e il 63,7% dei tecnici della gestione dei processi produttivi.
Unioncamere segnala inoltre che tra il 2026 e il 2029 i settori del Made in Italy potrebbero avere bisogno di oltre 900 mila lavoratori, con una particolare richiesta di competenze nella meccatronica e nei settori produttivi tecnologicamente avanzati.

Elettricisti, manutentori e artigiani specializzati

Anche alcuni mestieri tradizionali stanno diventando particolarmente interessanti proprio perché è sempre più difficile trovare personale qualificato.
Elettricisti, idraulici, installatori, manutentori e altri operai specializzati possono costruire percorsi professionali remunerativi, soprattutto quando alla preparazione tecnica si aggiungono esperienza e attività autonoma.
I dati Excelsior confermano la carenza di queste professionalità. Già nel 2025, tra i giovani, risultava difficile reperire circa l’80% degli elettricisti nelle costruzioni civili e il 78% dei meccanici artigianali, riparatori e manutentori di automobili.
Il dato non significa automaticamente stipendi altissimi, ma indica un mercato nel quale una competenza tecnica realmente richiesta può aumentare la capacità contrattuale del lavoratore.

Idraulico, quanto si può guadagnare?

Anche quello dell’idraulico resta uno dei mestieri nei quali esperienza e specializzazione possono fare una grande differenza.
Il reddito varia notevolmente tra lavoratore dipendente e professionista autonomo.
Un idraulico specializzato in impianti moderni, climatizzazione, pompe di calore, sistemi ad alta efficienza energetica o impianti complessi può avere opportunità molto differenti rispetto a un lavoratore all’inizio della carriera.
Per questo, quando si parla di guadagni di idraulici, elettricisti e artigiani, bisogna distinguere sempre tra stipendio da dipendente e fatturato di un’attività autonoma: sono grandezze che non possono essere confrontate direttamente.

ITS Academy, l’alternativa all’università

Per chi non vuole intraprendere un percorso universitario, una delle strade più interessanti è rappresentata dagli ITS Academy.
Sono percorsi di istruzione tecnologica superiore fortemente collegati alle esigenze delle imprese e orientati verso settori come informatica, meccatronica, automazione, energia, mobilità, turismo e nuove tecnologie.
Nel 2025 le aziende italiane avevano programmato circa 120 mila ingressi per diplomati ITS, ma il 57,3% di questi profili risultava difficile da reperire.
È un dato che mostra quanto una formazione tecnica molto specifica possa avere oggi un forte valore sul mercato del lavoro.

Vendite e commercio, dove contano anche i risultati

Un’altra possibilità è rappresentata dal settore commerciale.
Agenti di commercio, consulenti commerciali, venditori e agenti immobiliari possono lavorare anche senza laurea.
In questo caso, però, parlare di stipendio medio può essere fuorviante.
Una parte importante del reddito può infatti derivare da provvigioni e bonus legati ai risultati. Il guadagno finale dipende quindi dal settore, dal portafoglio clienti, dal territorio e dalla capacità individuale di vendita.
Un commerciale esperto in un settore ad alto valore può raggiungere redditi importanti, mentre chi entra nel mercato parte normalmente da livelli molto inferiori.

Senza laurea sì, senza formazione no

È probabilmente questo il punto più importante.
Non avere una laurea non significa poter fare a meno della formazione.
Le professioni meglio retribuite accessibili senza università sono spesso proprio quelle che richiedono maggiore specializzazione.
Un programmatore PLC deve conoscere macchine e software industriali. Un meccatronico deve comprendere meccanica, elettronica e automazione. Un digital marketer deve conoscere pubblicità online e analisi dei dati. Un elettricista deve possedere qualifiche e competenze tecniche aggiornate.
Il mercato del lavoro sta quindi cambiando la domanda.
Non sempre chiede una laurea, ma sempre più spesso pretende competenze dimostrabili.
Ed è proprio la scarsità di alcune di queste competenze a creare oggi opportunità per chi sceglie percorsi alternativi all’università.

Scritto da: Redazione Flash News

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