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Christian De Sica racconta il film su Vittorio De Sica: Borghi nel ruolo del padre

today1 Febbraio 2026 10

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A 75 anni Christian De Sica non ha alcuna intenzione di fermarsi. Anzi, guarda al futuro con nuovi progetti, uno su tutti: un film dedicato a suo padre Vittorio De Sica, simbolo del cinema italiano nel mondo. In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’attore si racconta tra carriera, famiglia e memoria, con la consueta ironia ma anche con una nuova consapevolezza.

«Oggi certe battute non le rifarei»

Christian De Sica è diretto e autoironico: «Se oggi ripetessi alcune battute del passato, mi metterebbero in carcere». I tempi sono cambiati e lui lo sa bene. «A trent’anni eri più incosciente, disposto a tutto per una risata. A settantacinque no, sarebbe follia». E non nasconde un certo rancore verso una parte dell’intellighenzia: «A me non hanno mai perdonato nulla».

Nonostante questo, l’idea del ritiro non lo sfiora minimamente: «Dentro mi sento ancora un ragazzino di quattordici anni. L’ingranaggio magari è un po’ arrugginito, ma per il resto si va avanti».

Nonno felice: «Bianca è la cosa più bella che mi sia capitata»

Accanto al lavoro, oggi c’è uno spazio nuovo e prezioso: la famiglia. Christian De Sica e la moglie Silvia Verdone vivono con entusiasmo il ruolo di nonni. «Mia nipote Bianca è la cosa più bella che mi sia successa nella vita. Ha due anni e mezzo, è buffa, intelligente, spiritosa».

Con lei, confessa, si prende una rivincita sul passato: «Faccio tutto quello che non ho fatto con i miei figli, perché allora ero totalmente assorbito dal lavoro. Ora non vedo l’ora di andare a Modena a trovarla, dove vive mia figlia Maria Rosa». Nessun rimpianto, però: «Ho fatto quello che sapevo fare e credo di averlo fatto bene».

Il ricordo di Vittorio De Sica e un applauso indimenticabile

Il legame con il padre resta centrale. Christian racconta un episodio vissuto a teatro durante lo spettacolo Parlami di me, scritto con Enrico Vaime e Maurizio Costanzo: «Raccontavo un aneddoto sulla morte di papà e ho visto il pubblico alzarsi in piedi ad applaudire. Mi sono emozionato: quell’applauso era per lui».

Il film su Vittorio De Sica: Borghi in pole position

Da questo legame nasce un progetto a lungo accarezzato: un film su La porta del cielo, girato da Vittorio De Sica nel 1943. «È il film grazie al quale conobbe mia madre, Maria Mercader, e con cui riuscì anche a salvare decine di ebrei, assunti come comparse».

La sceneggiatura è pronta da vent’anni. «All’inizio pensavo di interpretare io mio padre, ma oggi sono troppo vecchio. Vittorio aveva 42 anni». Ora si cerca il volto giusto: «Ho incontrato Alessandro Borghi, gli manderò il copione. Abbiamo pensato anche a Claudio Santamaria e Francesco Scianna. Non cerco la somiglianza: il protagonista deve essere diverso da papà».

Un progetto intimo e ambizioso, che unisce cinema, memoria e storia, e che Christian De Sica spera finalmente di vedere realizzato.

Scritto da: Enzo Sangrigoli

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