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Dialetti italiani, Sud in testa per utilizzo secondo l’Istat

today10 Febbraio 2026 12

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In diverse regioni italiane, l’uso del dialetto risulta nettamente superiore alla media nazionale. A certificarlo sono i dati Istat 2024, che confermano come il dialetto continui a svolgere un ruolo fondamentale nella comunicazione quotidiana, soprattutto in ambito familiare e nei contesti informali.

Si tratta di un fenomeno che testimonia la forte vitalità delle tradizioni linguistiche locali, ancora profondamente radicate nel tessuto sociale del Paese.

Sud Italia in testa per uso del dialetto

A guidare la classifica dell’uso del dialetto è la Calabria, dove il 64% della popolazione dichiara di utilizzarlo abitualmente. Subito dopo troviamo la Sicilia con il 61,5%, seguita dalla Campania con il 61%.

In particolare, il napoletano continua a essere uno dei dialetti più riconoscibili e utilizzati, soprattutto all’interno delle mura domestiche. Anche la Basilicata si distingue per livelli di utilizzo tra i più alti a livello nazionale.

Il caso del Veneto e le differenze territoriali

Nel Nord Italia spicca il Veneto, che rappresenta un caso significativo per la forte vitalità dialettale, diffusa trasversalmente tra le diverse fasce d’età.

Nel Centro Italia, le Marche superano la media nazionale per uso del dialetto, confermando una marcata identità linguistica locale.

Nel resto del Nord, il dialetto è spesso legato alla conservazione delle tradizioni ed è maggiormente diffuso tra le fasce più anziane della popolazione, con varietà storiche consolidate come lombardo, piemontese e friulano.

Toscana e Liguria: prevale l’italiano

Di segno opposto la situazione in Toscana e Liguria, dove si registra una maggiore propensione all’uso della lingua italiana, anche nei contesti informali. In queste regioni il dialetto appare meno presente nella comunicazione quotidiana rispetto ad altre aree del Paese.

Dialetti più apprezzati: la percezione degli italiani

Dal punto di vista della percezione e dell’apprezzamento, il dialetto ligure figura tra i più stimati a livello nazionale, seguito dall’emiliano-romagnolo e dal toscano. Un dato che evidenzia come il valore del dialetto non sia legato solo alla diffusione, ma anche all’identità culturale e al prestigio percepito.

Tradizione linguistica ancora viva

I dati Istat confermano dunque che il dialetto, soprattutto nel Sud Italia, non è un retaggio del passato, ma una componente viva e dinamica della comunicazione quotidiana. Un patrimonio linguistico che continua a raccontare la storia, l’identità e le radici delle comunità locali.

Scritto da: Fina Leocata

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