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Ryanair “marenza”: scoppia la polemica sul post social che prende di mira chi indossa tute da maranza

today18 Novembre 2025 22

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La compagnia aerea Ryanair è finita al centro di una polemica dopo aver pubblicato sui propri canali social una frase destinata a far discutere:
«Ci riserviamo il diritto di non servire chi indossa tute da maranza».

Un contenuto che, nelle intenzioni del brand, doveva essere una battuta in linea con il tono irriverente usato da anni sui social.
In realtà, ha sollevato un’ondata di critiche e accuse di discriminazione.

Perché la frase è considerata discriminatoria

Gli utenti hanno subito fatto notare che la frase colpisce non solo uno stile d’abbigliamento, ma anche una categoria sociale ben precisa.

Il termine marenza — nato a Milano negli anni ’80 — indicava originariamente ragazzi con:

  • abbigliamento appariscente

  • atteggiamento da “strada”

  • modi chiassosi

Negli ultimi anni, però, il termine viene usato spesso anche per descrivere giovani di origine nordafricana, rendendo la battuta un potenziale riferimento a un gruppo etnico specifico.

Da qui le accuse:
discriminazione estetica
discriminazione sociale
discriminazione razziale indiretta

La strategia social di Ryanair: stavolta ha esagerato?

Negli ultimi anni Ryanair ha costruito una presenza social basata su:

  • meme

  • frasi sarcastiche

  • battute sui bagagli

  • ironia sugli imprevisti di viaggio

Una comunicazione pungente che genera interazioni e viralità.
Ma quando il bersaglio diventa una categoria sociale, il rischio di scivolone aumenta.

Molti utenti hanno scritto:

  • «Non è ironia, è esclusione.»

  • «State prendendo di mira un gruppo ben riconoscibile.»

  • «Da un’azienda internazionale non mi aspetto questo tono.»

“Ryanair maranza” 

Il caso “Ryanair maranza” apre un dibattito importante:
quanto può spingersi un brand nell’ironia senza scadere nella discriminazione?

Ryanair, ancora una volta, ha scelto la provocazione per far parlare di sé.
Ma questa volta molti ritengono che abbia superato il limite.

Scritto da: Fina Leocata

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