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Per milioni di lavoratori e pensionati italiani, la tredicesima 2025 sarà una copia perfetta di quella dello scorso anno: nessun bonus, nessuna detassazione e piena tassazione Irpef.
Nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles e nella manovra economica approvata dal Consiglio dei ministri, non è infatti prevista alcuna misura di alleggerimento fiscale. Svanisce così l’ipotesi di un “bonus tredicesima” o di un’esenzione parziale dall’imposta sul reddito.
Nelle scorse settimane si erano diffuse due possibili opzioni:
una tassazione ridotta al 10%, oppure
una esenzione totale dall’Irpef sulla tredicesima.
Secondo le simulazioni, un dipendente con reddito annuo lordo di 30 mila euro avrebbe guadagnato circa 500 euro netti in più con l’esenzione completa, e circa 270 euro con l’aliquota ridotta.
Per i redditi da 50 mila euro, il vantaggio sarebbe potuto superare i mille euro.
Tuttavia, l’intervento avrebbe avuto un costo per lo Stato stimato in circa 15 miliardi di euro, una cifra considerata insostenibile in una manovra da 18 miliardi, già impegnata su sanità, Irpef e sostegno alle famiglie.
Fonti del Ministero dell’Economia spiegano che detassare la tredicesima avrebbe compromesso gli obiettivi di bilancio concordati con l’Unione Europea, riducendo sensibilmente il gettito fiscale.
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha confermato la linea della prudenza: nessuna misura “spot” senza coperture reali, preferendo destinare le risorse a interventi strutturali.
Una decisione che ha generato malumori all’interno della maggioranza, soprattutto in Forza Italia, che aveva sostenuto la proposta della detassazione. Il vicepremier Antonio Tajani ha però lasciato una porta aperta, parlando di una “occasione solo rimandata” al 2026.
Non è stato confermato neppure il bonus una tantum da 100 euro destinato ai lavoratori con figli a carico e redditi fino a 28 mila euro, introdotto nel 2024. La misura non è stata rifinanziata, quindi a dicembre non arriverà nessuna integrazione extra in busta paga.
In pratica, la tredicesima 2025 resta invariata rispetto al 2023. Si calcola sempre come una mensilità aggiuntiva pari alla retribuzione lorda divisa per dodici, con le stesse trattenute previdenziali e fiscali:
Contributi previdenziali: 9,19%
Aliquote Irpef: 23% fino a 28 mila euro, 35% fino a 50 mila, 43% oltre i 50 mila euro
Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni per lavoro dipendente e carichi familiari, già riconosciute durante l’anno. Per questo motivo il netto è sempre inferiore rispetto alle altre mensilità.
Un lavoratore con stipendio mensile netto di 1.700 euro riceverà a dicembre una tredicesima di circa 1.400 euro, senza variazioni rispetto al 2024.
L’unica possibilità di cambiamento potrebbe arrivare in Parlamento, durante la discussione degli emendamenti alla manovra. Tra le ipotesi, un eventuale intervento su straordinari e premi di produttività, ma al momento nulla che tocchi direttamente la tredicesima.
Scritto da: Fina Leocata
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