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Secondo un’indagine condotta da Libreriamo, il 68% degli italiani commette errori grammaticali sia nello scritto che nel parlato.
Un dato preoccupante, legato – spiegano gli esperti – all’abuso di internet, alle abbreviazioni dei social e all’invasione di anglicismi e neologismi che stanno impoverendo l’uso corretto della lingua italiana.
Molti italiani, soprattutto giovani, faticano ormai a costruire periodi corretti, a usare la punteggiatura e a riconoscere le regole basilari dell’italiano.
La ricerca individua una serie di errori grammaticali italiani che continuano a ripetersi:
Apostrofi sbagliati (62%) – il caso più noto: “qual’è”, sempre errato, perché si scrive “qual è”.
Congiuntivo (56%) – “L’importante è che hai superato l’esame” è scorretto; la forma corretta è “che tu abbia superato”.
Punteggiatura (52%) – virgole, punti e due punti utilizzati senza criterio.
Declinazione dei verbi (50%) – errori su ausiliari e tempi verbali, come “ho andato” invece di “sono andato”.
Pronomi (52%) – “Gli ho detto” riferito a una donna: forma corretta “le ho detto”.
Accanto agli errori strutturali, resistono parole sbagliate ormai “popolari”: pultroppo, propio, avvolte, al linguine, c’è né e c’è ne usati a caso.
Molti strafalcioni derivano da incertezze che accompagnano gli italiani sin dalle elementari:
C o Q (48%) – evacuare, non evaquare; proficuo, non profiquo; salsiccia, non salciccia.
Ne o né (44%) – “né” con accento si usa solo nella negazione.
Un po’ (37%) – l’accento su “pò” è sempre sbagliato.
D eufonica (35%) – corretti “ad Amburgo” ed “ed entusiasta”, ma da evitare altrove.
Tra gli errori più originali (e divertenti) segnalati:
“Devo fare la ceretta al linguine”
“Ci vediamo avvolte”
“È successo pultroppo”
“Va propio bene così”
“Ke cosa vuoi fare?”
“Mi piace tt questo”
La perdita di dimestichezza con la lingua italiana nasce da un mix di fattori:
minor abitudine alla lettura,
uso continuo di abbreviazioni,
influsso di anglicismi e parole “alla moda”,
dipendenza da strumenti digitali,
scarsa pratica nella scrittura manuale.
La ricerca segnala che anche gli italiani residenti all’estero mostrano un calo nella padronanza dei pronomi, dei verbi e della punteggiatura.
Secondo Libreriamo, la strada per correggere gli errori grammaticali italiani passa da alcune buone abitudini:
leggere con costanza (66%),
riprendere l’abitudine di scrivere a mano (43%),
ridurre l’uso di chatbot e automatismi (55%),
limitare parole straniere e neologismi (51%),
allenarsi con quiz, giochi linguistici e book-game (47%).
Proprio da questa idea nasce “501 quiz sulla lingua italiana”, un libro-gioco pensato per riscoprire le regole della nostra lingua in modo divertente e coinvolgente.
Scritto da: Fina Leocata
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