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Autovelox intelligenti: l’AI scopre chi guida senza cintura o usa il cellulare

today13 Maggio 2026 7

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Gli autovelox stanno diventando sempre più evoluti e presto potrebbero trasformarsi in veri e propri sistemi di controllo intelligente del traffico. In diversi Paesi del mondo, infatti, sono già operativi gli autovelox basati sull’Intelligenza Artificiale, capaci non solo di rilevare la velocità dei veicoli, ma anche di individuare chi guida senza cintura di sicurezza o utilizza il cellulare al volante.

Questi dispositivi sono già stati installati in Cina, Stati Uniti, Australia e in alcune aree di Londra. E adesso il dibattito si apre anche in Europa.

Come funzionano gli autovelox intelligenti

I nuovi autovelox AI utilizzano telecamere ad alta definizione collegate a sistemi informatici avanzati. L’occhio elettronico inquadra il veicolo in transito, ne rileva la velocità e contemporaneamente analizza le immagini dell’abitacolo.

Grazie all’Intelligenza Artificiale il sistema riesce a verificare se conducente e passeggero indossano la cintura di sicurezza oppure se il guidatore sta utilizzando smartphone, tablet o altri dispositivi elettronici durante la guida.

Le telecamere possono inoltre controllare:

  • il corretto utilizzo delle corsie;
  • i cambi di corsia senza frecce;
  • eventuali comportamenti pericolosi;
  • in futuro anche soste vietate e lettura automatica delle targhe.

Un sistema che promette di aumentare sensibilmente il livello di sicurezza stradale.

Dove sono già attivi gli autovelox AI

Gli autovelox intelligenti sono già realtà in alcune parti del mondo. In Australia e negli Stati Uniti vengono utilizzati soprattutto per contrastare l’uso del cellulare al volante, una delle principali cause di incidenti stradali.

Anche Londra ha avviato sperimentazioni con sistemi di monitoraggio basati sull’AI, mentre la Cina punta sempre di più sulle infrastrutture smart e sulle cosiddette “autostrade intelligenti”.

In Europa, invece, questi strumenti non sono ancora diffusi e al momento non esiste una data ufficiale per una loro introduzione su larga scala.

Sicurezza o controllo eccessivo?

L’arrivo degli autovelox intelligenti divide l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi considera queste tecnologie fondamentali per salvare vite umane e ridurre gli incidenti causati da distrazione o comportamenti irresponsabili.

Dall’altra emergono dubbi legati alla privacy e al rischio di un controllo sempre più invasivo della vita quotidiana.

Le infrastrutture necessarie per questi sistemi sono inoltre molto costose: servono server avanzati, reti di comunicazione, gestione dei dati e grandi quantità di energia per mantenere attivo l’intero circuito tecnologico.

Per alcuni il rischio è quello di trasformare le città in una sorta di “Grande Fratello” tecnologico, richiamando le atmosfere raccontate da George Orwell nel celebre romanzo 1984.

L’AI renderà gli automobilisti più responsabili?

La domanda resta aperta: serve davvero l’Intelligenza Artificiale per convincere gli automobilisti a rispettare le regole?

Probabilmente questi sistemi potrebbero ridurre molti comportamenti scorretti e limitare i cosiddetti “furbetti” della strada. Ma il tema tocca anche aspetti culturali e sociali più profondi.

La tecnologia può aiutare a controllare e prevenire, ma difficilmente potrà sostituire il senso civico e la responsabilità individuale.

Come funzionano oggi gli autovelox in Italia

In Italia gli autovelox tradizionali vengono utilizzati principalmente per il controllo della velocità. Il Codice della strada prevede regole precise per l’installazione, la segnalazione e l’omologazione dei dispositivi.

Al momento non esistono ancora autovelox AI diffusi sul territorio nazionale, ma il dibattito sull’evoluzione della mobilità intelligente e delle smart road è sempre più acceso.

Scritto da: Fina Leocata

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