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A Trieste c’è una spiaggia dove uomini e donne sono separati: ingresso a 1,20 euro e boom di presenze

today24 Agosto 2026 6

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Il Pedocìn resiste da oltre 120 anni con il suo caratteristico muro che divide i bagnanti. Una tradizione diventata anche attrazione turistica: più di 106mila ingressi in tre mesi

Una spiaggia dove uomini e donne prendono il sole e fanno il bagno separatamente, divisi da un muro lungo 74 metri. Potrebbe sembrare il racconto di un’altra epoca, invece questo luogo esiste ancora e continua ad attirare migliaia di persone.

Siamo a Trieste, al celebre stabilimento balneare “Alla Lanterna”, conosciuto da tutti come Pedocìn. Una vera istituzione cittadina che quest’estate ha fatto registrare numeri da record.

E c’è un altro particolare che contribuisce al suo successo: niente tariffe da decine di euro per trascorrere una giornata al mare. L’ingresso costa appena 1,20 euro, mentre l’utilizzo degli spazi e degli ombrelloni disponibili non comporta i prezzi tipici degli stabilimenti privati.

Un muro divide uomini e donne

La storia del Pedocìn comincia nel 1903, quando Trieste faceva ancora parte dell’Impero austro-ungarico.

All’epoca la separazione tra uomini e donne negli stabilimenti balneari era una consuetudine. Con il trascorrere dei decenni quasi ovunque queste divisioni sono scomparse.

Al Pedocìn, invece, la tradizione è sopravvissuta.

Ancora oggi un muro bianco lungo 74 metri divide la zona maschile da quella femminile, proseguendo fino in prossimità del mare.

Più che una semplice regola dello stabilimento, per molti triestini rappresenta ormai un elemento dell’identità cittadina.

Oltre 106mila presenze in tre mesi

A certificare il successo sono i numeri.

Secondo i dati del Comune, che gestisce direttamente la struttura, in tre mesi sono state registrate 106.696 presenze, con incassi complessivi nell’ordine dei 120mila euro.

Particolarmente significativo il dato di luglio, quando sono stati staccati 53.610 biglietti, contro i 34.885 dell’anno precedente e i 40.160 del 2024.

A giugno gli ingressi sono stati 36.051, mentre a maggio, primo mese a pagamento, si sono contati 17.035 ticket.

Nei dati sono compresi anche gli accessi gratuiti previsti per alcune categorie, tra cui bambini sotto i 12 anni e persone con disabilità accompagnate.

Il Pedocìn piace soprattutto alle donne

Una delle caratteristiche più curiose dello stabilimento è la forte presenza femminile.

Il settore riservato alle donne è tradizionalmente molto frequentato e per molte habitué proprio la possibilità di trascorrere alcune ore al mare in uno spazio esclusivamente femminile rappresenta uno dei motivi principali per continuare a scegliere il Pedocìn.

Una consuetudine che attraversa le generazioni e che ha trasformato lo stabilimento in qualcosa di molto diverso da una normale spiaggia cittadina.

Da tradizione triestina ad attrazione turistica

L’aumento degli ingressi potrebbe essere legato anche alla crescente presenza di turisti a Trieste.

Il Pedocìn è infatti diventato una curiosità da scoprire durante una visita della città. La sua storia, il prezzo popolare e soprattutto quella separazione tra uomini e donne ormai rarissima in Europa attirano anche chi non è triestino.

Non si tratta, peraltro, di una caratteristica riconducibile a una particolare rigidità nei costumi della città. Il territorio triestino presenta tradizioni balneari molto diverse tra loro, comprese aree storicamente frequentate dai naturisti.

Il Pedocìn continua semplicemente a essere fedele alla propria storia.

Una tradizione che resiste da più di un secolo

Sono passati oltre 120 anni dalla sua inaugurazione, sono cambiati i costumi da bagno, le abitudini e il modo stesso di vivere le spiagge. Quel muro, però, è ancora lì.

Ed è probabilmente proprio questa capacità di rimanere quasi immutato nel tempo ad aver trasformato il Pedocìn in uno dei luoghi simbolo di Trieste.

Con oltre 106mila presenze in appena tre mesi, la formula sembra continuare a funzionare: uomini da una parte, donne dall’altra e il mare di Trieste davanti a tutti.

Scritto da: Fina Leocata

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