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Generazioni più esposte online: Millennials e Gen Z a rischio secondo Panda Security

today20 Aprile 2026 8

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Generazioni più esposte online: cosa dice lo studio
Le generazioni più esposte online sono quelle più giovani. A rivelarlo è una ricerca condotta da Panda Security, che ha analizzato il comportamento digitale di quattro fasce generazionali: Boomer, Gen X, Millennial e Gen Z.

Boomer e Gen X: più attenzione alla sicurezza
Dallo studio emerge una differenza significativa: i Boomer, nati tra il 1946 e il 1964, e la Gen X, nati tra il 1965 e il 1980, risultano generalmente più prudenti nell’utilizzo del web. Queste generazioni tendono a proteggere maggiormente i propri dati, utilizzando password complesse e attivando sistemi di autenticazione a più fattori. Un approccio che riduce il rischio di attacchi hacker, furti di identità e truffe finanziarie.

Millennials e Gen Z: le più esposte ai rischi online
Al contrario, Millennials e Gen Z sono le generazioni più esposte online. I nati tra il 1981 e il 1996 e quelli tra il 1997 e il 2012 mostrano infatti comportamenti più rischiosi, spesso legati a una minore percezione del pericolo. Tra gli errori più comuni emerge l’utilizzo della stessa password su più piattaforme, la scelta di credenziali deboli e l’uso di informazioni personali facilmente intuibili come date di nascita o nomi di animali domestici.

Perché i più giovani sono più vulnerabili
La maggiore esposizione dei più giovani è anche legata all’uso intensivo dei social network e alla condivisione frequente di informazioni personali. Essere costantemente connessi aumenta le possibilità di incorrere in attacchi informatici o tentativi di truffa, soprattutto quando non si adottano adeguate misure di sicurezza.

Come proteggersi dai rischi online
Per proteggersi dai rischi online è fondamentale seguire alcune semplici regole: utilizzare password robuste e diverse per ogni account, attivare l’autenticazione a due fattori, installare antivirus e VPN affidabili, mantenere aggiornati software e applicazioni e limitare la diffusione dei propri dati personali. Una maggiore consapevolezza digitale può fare la differenza e ridurre in modo significativo i pericoli della rete.

Scritto da: Fina Leocata

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