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Nuove candidature Patrimonio UNESCO: l’Italia punta su presepe, Valpolicella e tradizioni alpine

today29 Marzo 2026 16

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L’Italia rilancia la sua cultura immateriale

L’Italia continua a valorizzare le proprie eccellenze culturali candidando nuovi elementi al Patrimonio culturale immateriale UNESCO.

Su proposta del Ministero della Cultura, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha approvato tre nuove candidature che raccontano tradizioni, saperi e identità profondamente radicate nel territorio.

I protagonisti di questa nuova proposta sono:

  • il presepe
  • l’appassimento delle uve della Valpolicella
  • il patrimonio alimentare alpino

 Il presepe: simbolo della tradizione italiana

candidature patrimonio UNESCO Italia

Tra le candidature più rappresentative c’è quella del presepe, sostenuta anche da Spagna e Uruguay.

Considerato un elemento fondamentale dell’identità culturale italiana, il presepe è:

  • espressione di arte e artigianato tradizionale
  • simbolo di coesione sociale e familiare
  • tradizione tramandata di generazione in generazione

Un vero patrimonio che unisce religione, creatività e cultura popolare.

 Valpolicella: il rito dell’appassimento delle uve

 Valpolicella: il rito dell’appassimento delle uve

Un’altra candidatura riguarda il rito dell’appassimento delle uve della Valpolicella, una pratica antica e affascinante.

Questo processo non è solo una tecnica produttiva, ma rappresenta:

  • un forte legame tra comunità e territorio
  • una tradizione che unisce agricoltura, cultura e paesaggio
  • un sapere tramandato nel tempo

La candidatura nasce dalla collaborazione tra enti locali, mondo accademico e il Consorzio dei vini della Valpolicella, con il supporto dell’associazione Snodar.

Patrimonio alimentare alpino: cultura e cooperazione

Patrimonio alimentare alpino

Terza candidatura è quella dell’Alpine Food Heritage, dedicata al patrimonio alimentare alpino.

Si tratta di un progetto internazionale coordinato dalla Svizzera con la partecipazione di Francia e Slovenia, che punta a:

  • tutelare le tradizioni gastronomiche di montagna
  • preservare i saperi locali
  • promuovere la cooperazione tra territori alpini

Un esempio concreto di collaborazione tra Paesi per salvaguardare un patrimonio comune.

L’Italia sempre più protagonista UNESCO

Con queste nuove candidature, l’Italia rafforza ulteriormente il proprio ruolo di primo piano nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Un impegno costante che non riguarda soltanto i grandi monumenti o i paesaggi iconici, ma anche e soprattutto quell’insieme di tradizioni immateriali che rappresentano l’anima più autentica del Paese.

Dai riti popolari alle pratiche agricole, dall’artigianato alle tradizioni gastronomiche, ogni candidatura racconta una storia fatta di identità, memoria collettiva e legame profondo con il territorio. È proprio questa ricchezza diffusa che rende l’Italia un modello unico a livello internazionale, capace di coniugare passato e presente in un dialogo continuo tra generazioni.

Il riconoscimento da parte dell’UNESCO non è solo un titolo prestigioso, ma uno strumento fondamentale per garantire la salvaguardia di queste tradizioni, promuoverne la conoscenza e trasmetterle alle future generazioni.

Non solo arte e architettura, dunque: il vero tesoro italiano è fatto anche di gesti quotidiani, saperi tramandati e sapori che raccontano territori. Un patrimonio vivo, dinamico, che continua a evolversi senza perdere le proprie radici e che rappresenta una risorsa culturale, sociale ed economica di inestimabile valore.

In questo scenario, l’Italia si conferma sempre più protagonista sulla scena internazionale, dimostrando che la cultura non è soltanto eredità del passato, ma anche motore di sviluppo e identità per il futuro.

Scritto da: Fina Leocata

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