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Esiste davvero l’abbraccio perfetto? Cosa dice la scienza

today27 Gennaio 2026 44

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Gli abbracci fanno bene, ma non tutti allo stesso modo e non in qualsiasi circostanza. Secondo uno studio condotto dalla University of London – Goldsmiths, esistono alcune caratteristiche comuni che rendono un abbraccio più piacevole, rassicurante e benefico per il nostro benessere emotivo. Tuttavia, non esiste una formula universale valida per tutti.

Lo studio sugli abbracci

La ricerca ha coinvolto 45 studentesse universitarie, bendate e abbracciate da una ricercatrice per diverse durate: 1, 5 o 10 secondi, utilizzando due modalità diverse (braccia incrociate dietro la schiena oppure braccia intorno al collo e alla vita). Successivamente, le stesse partecipanti sono state abbracciate anche dai propri partner. In totale, ogni persona ha sperimentato sei abbracci, valutandoli poi dal punto di vista emotivo.

I risultati sono chiari:

  • gli abbracci troppo brevi (meno di un secondo) sono stati percepiti come freddi e poco piacevoli;

  • quelli troppo lunghi (10 secondi con uno sconosciuto) sono risultati spesso imbarazzanti;

  • la durata ideale si colloca tra i 5 e i 10 secondi.

Come ci si abbraccia conta quanto il tempo

Un secondo filone dello studio ha coinvolto 100 coppie di studenti osservate mentre si abbracciavano in pubblico. Sono stati raccolti dati su genere, altezza e tipo di relazione.

È emerso che 66 abbracci su 100 avvengono con le braccia incrociate dietro la schiena, modalità particolarmente diffusa tra uomini e nelle coppie maschili (82%). Questo tipo di abbraccio viene percepito come più “alla pari”: vicino, ma non necessariamente romantico.

Quando l’altezza dei due partecipanti è simile, prevale l’abbraccio incrociato; quando invece c’è una differenza marcata, è più frequente l’abbraccio con le braccia intorno al collo e alla vita.

Cosa succede al corpo durante un abbraccio

Dal punto di vista biologico, un abbraccio di almeno 5 secondi stimola il rilascio di ossitocina, conosciuta come “ormone dell’amore”, e contribuisce a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo mix chimico favorisce una sensazione di calma, sicurezza e rilassamento.

Gli abbracci troppo rapidi, invece, non permettono l’attivazione di questa risposta biochimica, risultando quindi meno efficaci sul piano emotivo.

Cultura e vissuto personale fanno la differenza

Lo studio evidenzia anche come il modo di abbracciarsi vari molto a seconda del contesto culturale. Nei Paesi mediterranei, gli abbracci sono generalmente più frequenti e durano più a lungo. Nelle culture nordeuropee o asiatiche, invece, il contatto fisico è più contenuto e formale, soprattutto tra uomini.

Anche il vissuto personale gioca un ruolo fondamentale: chi è cresciuto in famiglie affettuose tende ad apprezzare e riprodurre gli abbracci; chi, al contrario, ha ricevuto poco contatto fisico da bambino può provare disagio da adulto.

L’abbraccio perfetto esiste?

La conclusione degli studiosi è chiara: non esiste un abbraccio perfetto valido per tutti. Esistono però abbracci più rispettosi, più consapevoli e più adatti alla persona che abbiamo di fronte. La chiave sta nell’ascolto, nel contesto e nella relazione.

In fondo, un buon abbraccio è quello che fa stare bene entrambi.
E per chi non li ama… meglio rispettare anche questo.

Un abbraccio a tutti. Ma solo a chi lo gradisce.

Scritto da: Fina Leocata

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