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Chill vince tra i giovani: è la parola dell’anno per la Crusca

today22 Gennaio 2026 20

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“Chill” è stata eletta parola giovane dell’anno dall’Accademia della Crusca, al termine di un’iniziativa che ha coinvolto direttamente ragazze e ragazzi chiamati a votare le espressioni più rappresentative del loro linguaggio quotidiano.

Non si tratta di un termine nuovissimo: “chill” circola già da alcuni anni tra i giovani e sui social network. Ma proprio la sua diffusione costante e trasversale ne ha fatto il simbolo di un modo di comunicare – e di vivere – sempre più riconoscibile.


Perché ha vinto “chill”

Nel voto finale, “chill” ha superato parole molto popolari tra i giovani come amo, bro, broski, cringe, fra, slay, ghostare, bobbare, letsgoski e rimasto.
La scelta riflette un’esigenza culturale precisa: in un’epoca segnata da velocità, iperconnessione e pressione alla produttività, il linguaggio giovanile risponde con una parola che invita a rallentare, a prendersi una pausa, a vivere il momento con leggerezza.

“Chill” significa stare tranquilli, rilassarsi, non farsi travolgere. Un messaggio semplice, ma potente, che spiega il successo del termine.


Dallo slang al linguaggio quotidiano

L’uso frequente ha portato alla nascita di nuove forme derivate:

  • il verbo “chillare”

  • l’aggettivo “chillato”

Segno che la parola non è più solo un prestito dall’inglese, ma è entrata a pieno titolo nel lessico informale italiano, soprattutto tra le nuove generazioni.


Chi ha partecipato alla votazione

Il progetto ha coinvolto studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con il contributo di enti, aziende e istituzioni, oltre a testimonial del mondo universitario, culturale e imprenditoriale.

Anche la politica locale ha partecipato simbolicamente: la sindaca di Firenze Sara Funaro, insieme ad altri primi cittadini toscani, ha indicato parole come boomer, chill e ghostare.

Dal mondo dell’editoria scolastica, Mondadori Edu ha segnalato termini molto usati tra gli studenti come cringe, dissing, crush e triggerare.


Una parola che racconta una generazione

La vittoria di “chill” racconta molto più di una moda linguistica. Racconta una generazione che cerca equilibrio, che usa le parole per difendersi dalla frenesia e per affermare il diritto a fermarsi.

In fondo, scegliere “chill” come parola dell’anno significa lanciare un messaggio chiaro: meno stress, più consapevolezza. Anche – e soprattutto – attraverso il linguaggio.

Scritto da: Fina Leocata

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