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Il tema del ritorno della leva militare in Italia è tornato al centro del dibattito politico a causa delle tensioni internazionali e dello scenario globale sempre più instabile.
Le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, rilasciate a Parigi commentando il progetto francese di un nuovo servizio militare, hanno riacceso la discussione.
Il ministro afferma che, in un contesto con “minore sicurezza”, una riflessione sull’aumento delle Forze armate e sulla riserva nazionale è necessaria.
Crosetto sottolinea che negli ultimi 10-15 anni molti Paesi europei — Italia compresa — hanno ridotto il numero dei militari attivi.
Oggi, di fronte a un mondo più instabile, diversi governi stanno ripensando quei modelli e alcuni hanno già ripristinato forme di leva obbligatoria.
Per il ministro serve una “riflessione condivisa in Parlamento”, con una revisione delle scelte passate e un possibile aumento dello strumento militare per ragioni di sicurezza nazionale.
In caso di reintroduzione della leva militare obbligatoria o richiamo straordinario, l’ordinamento italiano prevede priorità e regole precise.
I primi a dover rispondere alla chiamata sarebbero:
Esercito
Marina Militare
Aeronautica
Carabinieri
Guardia di Finanza
Verrebbero poi richiamati tutti gli ex militari che hanno lasciato le Forze Armate da meno di 5 anni.
I civili verrebbero coinvolti solo in caso di estrema necessità.
Il richiamo riguarderebbe:
tutti i cittadini tra 18 e 45 anni,
dichiarati idonei dopo visita medica.
Come previsto dal Codice dell’ordinamento militare (D.Lgs. 66/2010), ogni comune pubblica annualmente le liste dei giovani soggetti all’obbligo della leva.
Nei primi mesi del 2025, ad esempio, molti comuni — come Roma e Milano — hanno pubblicato gli elenchi dei nati nel 2008, specificando che si tratta di registri puramente amministrativi, necessari per eventuali aggiornamenti e verifiche.
Questi elenchi non equivalgono al ripristino della leva, ma sono un adempimento dovuto dalla legge.
Il reclutamento forzato può avvenire solo in due casi molto specifici:
Ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione, solo le Camere possono:
deliberare lo stato di guerra,
conferire al Governo i poteri necessari,
autorizzare la riattivazione della leva.
La leva può essere attivata anche in presenza di una grave crisi internazionale che coinvolga direttamente l’Italia o un’alleanza di cui fa parte (come la NATO).
La motivazione deve essere tale da giustificare un aumento del numero di militari.
Oltre all’ipotesi di un ritorno dell’obbligo, in Parlamento sono in discussione due proposte:
Prevede:
un servizio volontario per la mobilitazione,
compiti di difesa della Patria secondo l’articolo 52 della Costituzione,
attività sul territorio e all’estero.
Il sistema resterebbe su base volontaria, non obbligatoria.
Riguarda la creazione di una riserva di civili addestrati:
mobilitabile in caso di emergenza nazionale,
attivabile rapidamente dal Governo,
impiegabile in caso di minacce alla sicurezza o crisi internazionali.
Il progetto aveva suscitato polemiche perché la catena di comando portava direttamente a Palazzo Chigi.
Scritto da: Fina Leocata
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