Una buona notizia per la cultura italiana: cinque università del nostro Paese compaiono tra gli atenei più sostenibili al mondo nella classifica QS World University Rankings: Sustainability 2026.
La graduatoria valuta oltre 2.000 università, misurando non solo l’impatto ambientale, ma anche l’attenzione al benessere sociale, alla governance e all’occupabilità dei laureati.
Pur non essendo presenti nella top 100, gli atenei italiani entrano tutti nelle prime 200 posizioni, un risultato importante nel panorama internazionale.
Chi guida la classifica mondiale
A dominare il ranking non è un’istituzione americana o britannica, ma la Lund University (Svezia), primo ateneo europeo a raggiungere la vetta.
Sul podio seguono:
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University of Toronto – Canada
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UCL – University College London – Regno Unito
Completano la top ten:
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University of Edinburgh
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University of British Columbia
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London School of Economics (LSE)
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Imperial College London
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University of New South Wales (Australia)
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McGill University (Canada)
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University of Manchester
Il Regno Unito è il Paese più rappresentato, con cinque università nelle prime dieci.
Le cinque università italiane più sostenibili nel 2026
Ecco gli atenei italiani che si distinguono nella classifica QS Sustainability 2026 e i motivi del loro posizionamento:
1. Università di Padova – 121° posto
Punti di forza:
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buona governance
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scambio di conoscenze
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ricerca ambientale
2. Politecnico di Milano – 133° posto
Riconosciuto per:
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ricerca ambientale
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occupabilità e opportunità professionali
3. Università di Bologna – 150° posto
Premiata per:
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iniziative su salute e benessere
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attività di scambio e collaborazione
4. Università degli Studi di Milano – 174° posto
5. Sapienza Università di Roma – 188° posto
Un risultato che conferma l’impegno crescente degli atenei italiani sui temi della sostenibilità sociale, ambientale e formativa.
Un segnale positivo per un Paese
La presenza di cinque università italiane nella QS Sustainability 2026 mostra come il nostro sistema accademico stia investendo seriamente in sostenibilità, governance e ricerca.
Un segnale positivo per un Paese che vuole rendere la cultura e l’innovazione strumenti centrali nel costruire un futuro più responsabile


