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Sicurezza sul lavoro: gli infortuni costano milioni alle aziende, ecco perché prevenire conviene

today18 Luglio 2026 5

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Dagli sversamenti accidentali alle cadute, ogni incidente sul posto di lavoro ha un costo umano ed economico. La prevenzione resta l’investimento più importante

Un infortunio sul lavoro non rappresenta soltanto un problema per il lavoratore coinvolto, ma può avere conseguenze importanti anche per l’azienda. Oltre ai costi sanitari e organizzativi, ogni incidente comporta infatti una perdita economica che incide sulla produttività e sui bilanci.

Tra le situazioni più frequenti figurano gli sversamenti accidentali di liquidi o sostanze chimiche, episodi che possono trasformare in pochi istanti un ambiente sicuro in un’area ad alto rischio.

Gli sversamenti sono tra gli incidenti più frequenti

Può bastare un contenitore danneggiato, una perdita da un macchinario o il rilascio accidentale di sostanze durante le fasi produttive per creare una situazione di pericolo.

Quando il liquido si riversa sul pavimento aumenta il rischio di scivolamenti, cadute e contatti con materiali potenzialmente pericolosi, rendendo necessario un intervento rapido e organizzato.

Secondo i dati INAIL, gli incidenti causati dagli sversamenti comportano in media 38 giorni di assenza dal lavoro, una durata inferiore soltanto a quella degli infortuni dovuti alle cadute dall’alto.

Quanto costa un infortunio

Le conseguenze economiche non riguardano soltanto il dipendente infortunato.

L’azienda deve affrontare l’assenza del personale, la riorganizzazione dei turni, eventuali rallentamenti della produzione e gli altri costi collegati alla gestione dell’emergenza.

Le stime indicano un costo medio compreso tra 4.500 e 5.000 euro per ogni infortunio, mentre, su scala nazionale, gli incidenti riconducibili agli sversamenti accidentali generano un impatto economico di circa 370 milioni di euro ogni anno.

La prevenzione fa la differenza

Molte aziende dispongono già di kit anti-sversamento, ma averli a disposizione non basta.

Secondo Laura Caforio, Leak & Spill Expert di Serpac, è fondamentale individuare preventivamente le aree più esposte al rischio e collocare i dispositivi di emergenza nelle immediate vicinanze dei punti critici.

Intervenire nei primi istanti può infatti limitare notevolmente le conseguenze dell’incidente e ridurre il rischio per i lavoratori.

Gli errori più frequenti

Tra le criticità che emergono più spesso nelle aziende figurano:

  • kit di emergenza incompleti o privi del materiale necessario;
  • assorbenti deteriorati, scaduti o non adatti al tipo di sostanza da contenere;
  • assenza dei dispositivi di protezione individuale, come guanti, occhiali e tute;
  • presidi collocati troppo lontano dalle aree operative;
  • personale non adeguatamente formato sulle procedure di intervento e sul corretto smaltimento dei materiali contaminati.

Il supporto della tecnologia

Anche la digitalizzazione può contribuire a migliorare la sicurezza sul lavoro.

Software gestionali e piattaforme cloud consentono di monitorare la posizione dei kit anti-sversamento, controllarne lo stato di manutenzione e ricevere notifiche automatiche quando è necessario sostituire materiali o programmare nuove verifiche.

In questo modo il responsabile della sicurezza può tenere sotto controllo tutte le attrezzature, riducendo il rischio di utilizzare materiali non più efficienti o di trovarsi impreparato durante un’emergenza.

Investire in sicurezza significa tutelare persone e imprese

La sicurezza sul lavoro non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche una scelta strategica.

Ridurre il numero degli infortuni significa proteggere la salute dei lavoratori, limitare i costi per le aziende e garantire una maggiore continuità delle attività produttive.

Per questo motivo formazione, manutenzione delle attrezzature e pianificazione delle procedure di emergenza continuano a essere gli strumenti più efficaci per prevenire incidenti e costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri.

Scritto da: Fina Leocata

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