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Quante volte ci è capitato di terminare un pasto sentendoci troppo pieni, salvo renderci conto di aver continuato a mangiare anche quando la fame era già passata? Succede spesso, soprattutto durante l’estate, quando aperitivi, pranzi in compagnia e cene che si protraggono per ore rendono più difficile ascoltare i reali segnali del nostro organismo.
Secondo numerosi studi, imparare a riconoscere la differenza tra fame e sazietà rappresenta uno degli strumenti più efficaci per sviluppare un’alimentazione più equilibrata e consapevole.
La sensazione di fame non dipende soltanto dal bisogno di nutrirsi.
Gli specialisti distinguono infatti diverse forme di fame: quella fisiologica, che nasce da un reale fabbisogno dell’organismo; quella emotiva, che può comparire in momenti di stress, noia o tristezza; quella legata all’abitudine e quella sociale, tipica delle occasioni conviviali in cui si continua a mangiare semplicemente perché il pasto prosegue.
In questi casi il rischio è quello di ignorare i segnali di sazietà inviati dal corpo.
Molte persone smettono di mangiare solo quando si sentono completamente sazie.
In realtà il nostro organismo comunica molto prima di aver ricevuto una quantità di cibo sufficiente. Il problema è che, mangiando velocemente o distrattamente, questi segnali diventano più difficili da percepire.
Per questo gli esperti consigliano di rallentare il ritmo del pasto e concedersi qualche momento di pausa.
Una semplice strategia consiste nel fermarsi quando si è arrivati circa a metà del piatto.
A quel punto è utile appoggiare le posate per qualche istante e porsi alcune domande:
Se la risposta è sì, probabilmente il corpo ha già raggiunto il livello di sazietà necessario. Se invece la fame è ancora presente, si può proseguire con calma, ripetendo la stessa verifica dopo qualche boccone.
La sazietà non è un interruttore che si accende all’improvviso.
Serve tempo affinché stomaco, intestino e cervello comunichino tra loro. Consumare il pasto troppo rapidamente può quindi portare a ingerire più cibo del necessario prima che il cervello registri la sensazione di appagamento.
Rallentare, masticare con calma ed evitare distrazioni come televisione o smartphone può favorire una maggiore consapevolezza durante il pasto.
Diversi studi hanno evidenziato che fattori come stress, fretta, emozioni, distrazioni e contesto sociale possono rendere più difficile percepire correttamente fame e sazietà.
Per questo motivo gli esperti invitano a non considerare il controllo dell’alimentazione come una questione di forza di volontà, ma come una capacità che può essere allenata nel tempo imparando ad ascoltare il proprio corpo.
L’obiettivo non è mangiare meno a tutti i costi, ma imparare a fermarsi quando il corpo comunica di aver ricevuto ciò di cui ha bisogno.
Prestare attenzione ai segnali di fame e sazietà, consumare i pasti con maggiore calma e distinguere il bisogno fisiologico dall’abitudine o dall’emotività può contribuire a costruire un rapporto più sereno e consapevole con l’alimentazione.
Perché, a volte, il segnale più importante non arriva dal piatto, ma dal nostro organismo.
Scritto da: Fina Leocata
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