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Tutti sanno che utilizzare lo smartphone mentre si guida è pericoloso. Eppure il cellulare continua a essere una delle principali cause di distrazione sulle strade italiane. A confermarlo è la quinta edizione della ricerca sugli stili di guida realizzata da Anas, che fotografa abitudini e comportamenti degli automobilisti italiani.
Lo studio, condotto su oltre 4.000 persone e accompagnato da migliaia di osservazioni dirette lungo le principali arterie stradali del Paese, evidenzia una realtà preoccupante: la consapevolezza dei rischi esiste, ma spesso non si traduce in comportamenti corretti.
Secondo i dati raccolti, meno della metà degli automobilisti utilizza il telefono in maniera sicura durante la guida, ricorrendo a sistemi come Bluetooth, vivavoce o assistenti vocali.
Una quota significativa continua invece a utilizzare il cellulare manualmente mentre è al volante, mentre altri ammettono di comporre numeri o interagire con il dispositivo prima di attivare i sistemi a mani libere.
Si tratta di comportamenti che aumentano notevolmente il rischio di distrazione e che possono avere conseguenze molto gravi sulla sicurezza stradale.
L’aspetto forse più sorprendente dell’indagine riguarda proprio la percezione del rischio. La maggior parte degli intervistati riconosce infatti che lo smartphone rappresenta un pericolo durante la guida.
Molti dichiarano di evitarne completamente l’utilizzo quando sono al volante, ma una parte consistente continua comunque a utilizzarlo, dimostrando quanto sia difficile rinunciare a una chiamata, a un messaggio o a una notifica.
Il fenomeno interessa in particolare i conducenti meno esperti, chi utilizza veicoli a noleggio e i motociclisti.
Tra i dati più significativi emerge quello relativo agli automobilisti coinvolti in incidenti stradali negli ultimi due anni.
In questa categoria la percentuale di chi utilizza il cellulare durante la guida è decisamente più elevata rispetto alla media generale. Un elemento che rafforza ulteriormente il legame tra distrazione digitale e rischio di incidente.
Bastano infatti pochi secondi di disattenzione per percorrere decine di metri senza avere il pieno controllo della situazione stradale.
La ricerca evidenzia anche un ampio sostegno degli italiani nei confronti delle nuove disposizioni introdotte dal Codice della Strada.
La maggioranza degli intervistati si dichiara favorevole all’inasprimento delle sanzioni e alle misure più rigide previste per chi mette a rischio la sicurezza propria e degli altri utenti della strada.
Un segnale che dimostra come il tema della sicurezza stradale sia percepito sempre più come una priorità.
Accanto alle criticità emergono anche dati incoraggianti. Negli ultimi anni si è registrata una diminuzione delle infrazioni legate ai sorpassi vietati e una crescita significativa nell’utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori.
Anche l’uso delle cinture anteriori continua a mantenersi su livelli molto elevati, segno che alcune buone pratiche stanno diventando sempre più diffuse tra gli automobilisti italiani.
I risultati della ricerca confermano che la tecnologia può essere un valido aiuto, ma non può sostituire il senso di responsabilità di chi si mette alla guida.
Ogni telefonata evitata, ogni messaggio ignorato e ogni attenzione rivolta alla strada possono contribuire a ridurre il numero di incidenti e a rendere più sicuri gli spostamenti di tutti.
Perché quando si è al volante, anche pochi secondi di distrazione possono fare la differenza.
Scritto da: Fina Leocata
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