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Una scoperta sorprendente arriva dall’Italia: un vecchio libretto di risparmio del 1963 è stato ritrovato dopo oltre sessant’anni all’interno di un baule pieno di documenti teatrali. Quel piccolo deposito iniziale di appena mille lire potrebbe oggi valere circa 50mila euro.
La storia riguarda Umberto Libassi, attore di prosa originario dell’Alta Valsassina, a cui i genitori – entrambi attori teatrali – avevano aperto il libretto quando era ancora bambino presso la Cassa di Risparmio di Trieste.
Il libretto fu aperto nel 1963 con un versamento iniziale di mille lire. Nel corso degli anni, però, il documento finì dimenticato in un baule utilizzato per conservare copioni teatrali e altri materiali di scena.
Nel 2025, durante un trasloco dovuto a motivi familiari e alla malattia della moglie, Libassi ha deciso di recuperare quel vecchio baule custodito da tempo in un deposito teatrale a Pieve del Grappa. Proprio in quell’occasione ha ritrovato il libretto.
Dopo la scomparsa della moglie, il documento è rimasto ancora per qualche tempo tra i ricordi di famiglia. Solo successivamente, riordinando la casa, l’uomo ha deciso di verificare il valore di quel vecchio deposito.
Secondo le valutazioni effettuate da un consulente dell’Associazione Italia, il valore attuale del libretto potrebbe arrivare a circa 50mila euro.
La cifra è il risultato della somma tra:
interessi maturati nel tempo
rivalutazione monetaria
capitalizzazione degli interessi
Un importo decisamente sorprendente se si considera che tutto è partito da un deposito di appena mille lire.
Dal momento che il proprietario del libretto non era a conoscenza dell’esistenza del deposito fino al momento del ritrovamento, il credito potrebbe non essere ancora prescritto.
In questo caso l’uomo potrebbe avere diritto a ricevere l’intero importo dalla banca.
Questa vicenda, per quanto singolare, non è un caso isolato. Secondo alcune stime dell’Associazione Italia, nel nostro Paese esisterebbero circa dieci milioni di strumenti finanziari dimenticati.
Tra questi:
libretti di risparmio
buoni postali
Bot
altri titoli di credito
Molti di questi documenti sono ancora conservati in cassetti, bauli o archivi familiari, spesso senza che gli eredi sappiano della loro esistenza.
La storia del libretto del 1963 dimostra come, a volte, tra vecchi documenti e ricordi di famiglia possano nascondersi vere sorprese.
Controllare vecchi archivi domestici, libretti bancari o buoni postali dimenticati potrebbe rivelare un patrimonio inatteso accumulato nel tempo.
Scritto da: Fina Leocata
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