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Nel mondo del lavoro, soprattutto in ambiti come marketing e comunicazione, è sempre più diffuso l’uso di termini inglesi: framework, engagement, deadline, skills.
Ma secondo uno studio della Cornell University, questo tipo di linguaggio non rende più brillanti, né più efficaci.
La ricerca ha coinvolto numerosi lavoratori e ha evidenziato un dato interessante:
chi percepisce questo linguaggio come più intelligente o autorevole tende ad avere:
In altre parole, parlare complicato non significa essere più competenti.
Il gergo aziendale spesso ha un effetto opposto a quello desiderato.
Chi usa molti anglicismi sembra voler impressionare più che comunicare. È un po’ come “fare la ruota del pavone”: attirare attenzione, ma senza favorire il confronto.
Il risultato?
Termini come framework o engagement possono sembrare strategici, ma spesso:
Così le riunioni finiscono, ma il lavoro resta fermo.
Quando il linguaggio non è chiaro, ognuno capisce qualcosa di diverso.
Questo porta a:
Una perdita di tempo che incide direttamente sull’efficienza del team.
Secondo lo studio, l’uso eccessivo di anglicismi può diventare anche uno strumento di distanza gerarchica.
Chi parla in modo complesso:
La vera efficacia sta nella semplicità.
Usare parole chiare significa:
Dare nomi semplici ai problemi aiuta a trovare soluzioni condivise.
Il linguaggio non è solo forma, ma sostanza.
Essere chiari significa dare energia al gruppo e lavorare meglio insieme.
Perché alla fine, più che impressionare, conta farsi capire.
E gli anglicismi, se usati troppo, non arrivano mai davvero al punto.
Scritto da: Fina Leocata
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