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Cambiano le regole per le visite fiscali dei lavoratori assenti per malattia. Con le nuove misure introdotte dall’ultima Legge di Bilancio arrivano controlli più severi, nuove procedure digitali e fasce orarie uguali per dipendenti pubblici e privati.
L’intervento nasce dopo il forte aumento dei certificati medici registrato negli ultimi mesi e punta a rafforzare il sistema di verifica dell’INPS.
Secondo i dati dell’Osservatorio statistico dell’INPS, nella seconda metà del 2025 sono stati trasmessi circa 14 milioni di certificati di malattia, con un incremento vicino al 3% rispetto all’anno precedente. La maggior parte delle comunicazioni arriva dal settore privato, che rappresenta oltre tre quarti delle certificazioni complessive.
Per aumentare l’efficacia delle verifiche è stato deciso di incrementare il numero dei medici fiscali incaricati delle visite domiciliari.
Nel 2025 sono state effettuate quasi 400mila visite ispettive, con un aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente. L’obiettivo è rendere i controlli più rapidi, frequenti e capillari sul territorio.
Tra le principali novità c’è anche la digitalizzazione del sistema dei controlli.
Dal 2025 è infatti operativa una nuova piattaforma integrata nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati che consente ai datori di lavoro di richiedere online una visita fiscale in modo più semplice e veloce.
Le aziende diventano così soggetti attivi nella richiesta delle verifiche.
La novità più importante riguarda però le fasce orarie di reperibilità, che da quest’anno diventano identiche per tutti i lavoratori.
I nuovi orari validi ogni giorno, compresi sabati, domeniche e festivi, sono:
Durante queste fasce il lavoratore deve trovarsi al domicilio indicato nel certificato medico per consentire l’eventuale controllo del medico fiscale.
La normativa chiarisce però che essere in malattia non significa dover restare sempre in casa.
È infatti possibile assentarsi anche durante gli orari di reperibilità per motivi legati alle cure mediche come:
In questi casi è fondamentale conservare documenti e certificazioni che giustifichino l’assenza al momento del controllo.
Esistono alcune categorie escluse dall’obbligo di reperibilità.
Tra queste rientrano:
Anche in questi casi l’INPS può comunque effettuare verifiche documentali o accertamenti specifici.
Dal punto di vista burocratico non cambiano invece le modalità di invio del certificato medico.
Il medico curante deve continuare a trasmettere telematicamente il certificato all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia.
Il lavoratore deve poi comunicare il numero di protocollo al datore di lavoro entro 48 ore.
Chi non viene trovato in casa durante la visita fiscale senza una valida giustificazione rischia sanzioni economiche.
Le conseguenze possono andare:
Nei casi più gravi o ripetuti possono scattare anche provvedimenti disciplinari.
Le nuove regole puntano quindi a rafforzare il sistema dei controlli e a uniformare il trattamento tra lavoratori pubblici e privati.
Scritto da: Fina Leocata
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