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Il tramezzino compie 100 anni: storia di un’icona italiana nata a Torino

today9 Gennaio 2026 52

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Nel 2026 il tramezzino festeggia un traguardo importante: cento anni di storia. Un compleanno che celebra non solo uno dei simboli più amati dello street food italiano, ma anche un’intuizione tutta piemontese, nata nel cuore di Torino e destinata a conquistare l’intero Paese.

Le origini: dal Caffè Mulassano a Piazza Castello

La storia del tramezzino inizia a Torino, nello storico Caffè Mulassano di Piazza Castello. Qui, a metà degli anni Venti, prende forma una novità assoluta per l’epoca, destinata a cambiare il modo di fare spuntino in Italia.

Protagonista di questa invenzione è Angela Demichelis, donna intraprendente e visionaria, che con il marito Onorino Nebiolo aveva vissuto per anni negli Stati Uniti, lavorando nel mondo della ristorazione.

Il ritorno dall’America e l’idea geniale

Dopo il rientro in Italia nel 1925, la coppia acquistò il Caffè Mulassano e introdusse una macchina per tostare il pane, tecnologia allora quasi sconosciuta a Torino. I toast, però, richiedevano tempo e non incontravano il gusto dei clienti torinesi.

Fu così che Angela ebbe l’intuizione vincente: utilizzare lo stesso pane morbido, senza tostarlo, eliminare i bordi e farcirlo con ingredienti semplici ma saporiti, come burro e acciughe. Nacque così il prototipo del tramezzino.

L’incontro con Gabriele D’Annunzio e il nome

Il destino del paninetto ripieno cambiò definitivamente quando, passando dal Mulassano, lo assaggiò Gabriele D’Annunzio. Al Vate piacque così tanto da decidere di battezzarlo con un nome nuovo: “tramezzino”.

Il termine, probabilmente ispirato alle tramezze o all’idea di qualcosa da gustare “in mezzo” ai pasti, sostituiva elegantemente l’anglicismo sandwich, in linea con la sensibilità linguistica dell’epoca.

Da Torino a Venezia: il successo nazionale

Negli anni successivi il tramezzino uscì dai confini piemontesi e conquistò l’Italia. A Venezia divenne celebre come “el tramesìn”, tanto da spingere il Veneto a rivendicarne, nel tempo, una sorta di adozione gastronomica.

Fondamentale fu il contributo di Giuseppe Cipriani, che all’iconico Harry’s Bar propose piccoli tramezzini farciti con gamberetti, uova e acciughe, trasformandoli nello spuntino perfetto per l’aperitivo elegante.

Un secolo di gusto tutto italiano

Oggi, a cento anni dalla sua nascita, il tramezzino resta uno dei simboli più riconoscibili della cucina italiana semplice e immediata. Morbido, triangolare, infinito nelle farciture, continua a raccontare una storia fatta di viaggi, intuizioni e contaminazioni culturali.

Dal Caffè Mulassano ai bar di tutta Italia, il tramezzino dimostra che anche le idee più semplici possono diventare eterne.

Scritto da: Fina Leocata

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