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Le città più care d’Italia: Rimini è prima, sorpresa Siracusa nella Top 5. Milano solo 38ª

today19 Settembre 2026 6

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La classifica elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat di agosto 2026 misura quanto l’aumento dei prezzi pesa in un anno sul bilancio delle famiglie. Sul podio Rimini, Bolzano e Verona. Tra le regioni il conto più alto arriva in Trentino-Alto Adige

Quando pensiamo alle città più care d’Italia vengono immediatamente in mente Milano e Roma.

E invece la nuova classifica basata sui dati dell’inflazione di agosto 2026 racconta una realtà decisamente diversa.

Al primo posto troviamo Rimini, seguita da Bolzano e Verona. Ma c’è anche una sorpresa siciliana: Siracusa entra nella Top 5 nazionale, con oltre mille euro di maggiore spesa annua per una famiglia.

La graduatoria è stata elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati territoriali diffusi dall’Istat.

E c’è una distinzione importante da fare: non vengono ordinate semplicemente le città con l’inflazione percentuale più elevata.

La domanda alla quale la classifica cerca di rispondere è molto più concreta: quanto costa in euro a una famiglia l’aumento dei prezzi nell’arco di un anno?

Rimini è la città dove i rincari pesano di più

A conquistare il poco invidiabile primato è Rimini.

Nella città romagnola l’inflazione tendenziale raggiunge il 3,9%, ma l’impatto stimato sul bilancio di una famiglia arriva a 1.128 euro in più all’anno.

Una cifra che porta Rimini al primo posto nonostante il suo tasso d’inflazione non sia il più elevato d’Italia.

Subito dietro troviamo Bolzano.

Con prezzi cresciuti del 3,6% rispetto ad agosto 2025, l’aggravio annuo stimato raggiunge 1.094 euro.

Sul terzo gradino del podio sale invece Verona, dove un’inflazione del 3,8% comporta una maggiore spesa di 1.055 euro all’anno.

Siracusa quinta: oltre mille euro in più

La classifica diventa particolarmente interessante per la Sicilia.

Al quarto posto nazionale troviamo Pistoia, con 1.041 euro di maggiore spesa annua.

Subito dopo arriva Siracusa, quinta con 1.039 euro in più.

Nel capoluogo siciliano l’inflazione raggiunge il 4,5%, uno dei valori più elevati registrati in Italia.

Significa che per una famiglia siracusana l’aumento dei prezzi può tradursi, secondo le stime utilizzate per la graduatoria, in un aggravio superiore ai mille euro nell’arco di dodici mesi.

La Top 10 delle città dove l’inflazione costa di più

Dopo Siracusa troviamo Udine, dove l’aumento della spesa viene quantificato in 1.036 euro.

Seguono Lecco con 1.024 euro, Como con 1.019, Terni con 1.018 e Arezzo con 1.013 euro.

La classifica delle prime dieci è quindi:

  1. Rimini: 1.128 euro
  2. Bolzano: 1.094 euro
  3. Verona: 1.055 euro
  4. Pistoia: 1.041 euro
  5. Siracusa: 1.039 euro
  6. Udine: 1.036 euro
  7. Lecco: 1.024 euro
  8. Como: 1.019 euro
  9. Terni: 1.018 euro
  10. Arezzo: 1.013 euro

Tutte superano quindi la soglia simbolica dei mille euro di maggiore spesa annua.

L’inflazione più alta d’Italia è però a Reggio Calabria

Ed è qui che si comprende perché percentuale d’inflazione e maggiore spesa in euro non producano necessariamente la stessa classifica.

Il record nazionale dell’inflazione spetta infatti a Reggio Calabria, dove il tasso tendenziale raggiunge il 4,6%.

Eppure la città calabrese non è prima nella graduatoria dell’aggravio economico.

Con 943 euro di maggiore spesa annua, si colloca al 22° posto.

Siracusa, con il 4,5%, presenta invece la seconda inflazione più elevata tra le città considerate.

E Milano? È soltanto al 38° posto

Altra sorpresa riguarda Milano.

Il capoluogo lombardo, tradizionalmente associato a un costo della vita elevato, questa volta è lontanissimo dal podio.

Con un’inflazione del 2,9%, Milano occupa il 38° posto, con una maggiore spesa annua stimata in 885 euro.

Il valore resta superiore agli 833 euro calcolati a livello nazionale, ma è decisamente distante dai 1.128 euro di Rimini.

Anche Roma non entra nelle primissime posizioni.

La Capitale si colloca al 19° posto con un aggravio di 944 euro all’anno.

Dove i rincari pesano meno? Vince Benevento

Se Rimini apre la graduatoria, all’altra estremità troviamo Benevento.

Qui l’inflazione del 2,5% determina un aumento della spesa annua stimato in 547 euro, il più contenuto della classifica.

Segue Grosseto, che registra anche il tasso d’inflazione più basso d’Italia, pari al 2%, con un aggravio di 563 euro.

Terza tra le città dove i rincari incidono meno è Brindisi, con 574 euro.

Seguono Olbia-Tempio con 615 euro e, altra presenza siciliana, Trapani con 647 euro.

Due Sicilie completamente diverse: Siracusa e Trapani

Il confronto tra le due città siciliane è particolarmente curioso.

Da una parte Siracusa è quinta tra le città più care, con 1.039 euro di aggravio.

Dall’altra Trapani figura tra quelle dove l’aumento della spesa è più contenuto, fermandosi a 647 euro.

La differenza tra le due è di 392 euro all’anno.

È un esempio concreto di quanto l’inflazione possa avere effetti molto differenti anche all’interno della stessa regione.

Tra le regioni il conto più salato arriva dal Trentino-Alto Adige

La graduatoria è stata elaborata anche a livello regionale.

Al primo posto troviamo il Trentino-Alto Adige, dove un’inflazione del 3,3% corrisponde a una maggiore spesa annua stimata in 976 euro per famiglia.

Secondo posto per il Friuli-Venezia Giulia, con 955 euro.

Sul terzo gradino troviamo il Veneto, con 920 euro.

All’estremità opposta della graduatoria regionale c’è invece la Basilicata, dove l’aggravio stimato si ferma a 650 euro all’anno.

Perché una città con meno inflazione può costare di più?

È probabilmente il punto più importante per interpretare correttamente questa classifica.

Un tasso d’inflazione del 4% non produce automaticamente lo stesso aumento della spesa in qualsiasi città.

L’impatto economico dipende anche dalla struttura e dal livello dei consumi utilizzati per stimare la spesa delle famiglie nelle diverse aree.

Per questo Rimini, pur non avendo l’inflazione più alta, arriva al primo posto in termini di maggiore esborso.

E per la stessa ragione Reggio Calabria può avere il tasso percentuale più elevato e trovarsi soltanto al 22° posto nella graduatoria espressa in euro.

Il dato che interessa davvero alle famiglie è quanto rimane nel portafoglio

Le percentuali raccontano l’andamento dell’inflazione, ma trasformarle in euro permette di capire immediatamente cosa significhino nella vita quotidiana.

A Rimini parliamo di oltre 1.100 euro in più in un anno.

Sono più di 90 euro al mese.

A Siracusa l’aggravio supera comunque gli 86 euro mensili.

Ed è forse proprio questa la lettura più concreta della nuova graduatoria.

L’inflazione può sembrare un numero astratto fino a quando non viene tradotta nella domanda che ogni famiglia si pone alla fine del mese:

quanto devo spendere oggi per acquistare le stesse cose che compravo un anno fa?

E la risposta, almeno ad agosto 2026, cambia parecchio a seconda della città nella quale si vive.

Scritto da: Redazione Flash News

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