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Giovani italiani lasciano casa a 30 anni: 4 anni più tardi rispetto alla media europea

today26 Settembre 2025 72

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I giovani italiani lasciano casa a 30 anni di media, ben 4 anni più tardi rispetto alla media europea. A rivelarlo è Eurostat, confermato anche da Skuola.net, che evidenzia come questo trend sia ormai stabile da anni.

Il confronto con l’Europa

Il ritardo nell’abbandono della famiglia d’origine non è un fenomeno isolato, ma in Italia la situazione è tra le più critiche.

  • Peggio fanno solo Slovacchia, Croazia e Grecia, dove l’età media per lasciare casa è di 31,3 anni.

  • Meglio di noi di pochissimo la Spagna, con una media di 30 anni esatti.

  • La media europea è invece di circa 26 anni, con i Paesi nordici che registrano i valori più bassi: in Finlandia 21,4 anni, in Danimarca 21,7, in Svezia 21,9 e in Norvegia 22,7.

Il quadro in altri Paesi europei

In Francia i giovani vanno via di casa intorno ai 23,5 anni, mentre in Germania a 23,9.
Nell’Est Europa i dati oscillano tra i 25 e i 27 anni: Repubblica Ceca 25,8, Polonia 26,7, Ungheria 27,1.

Perché i giovani italiani restano più a lungo in famiglia?

Non è solo una questione culturale. A pesare sono soprattutto fattori socioeconomici:

  • costi elevati per le abitazioni;

  • ingresso tardivo nel mondo del lavoro (l’età media per una laurea è 27 anni);

  • stipendi bassi e poco stabili;

  • assenza di politiche di sostegno, come invece avviene in Paesi come Francia e Danimarca, dove esistono contributi per l’affitto.

Le conseguenze sulla natalità

Questo ritardo nell’indipendenza si lega anche al calo delle nascite. Più tardi si diventa autonomi, più tardi si mettono su famiglia e si fanno figli, con conseguenze dirette sulla denatalità, un problema già grave in Italia.

Scritto da: Fina Leocata

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