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Dopo oltre mezzo secolo l’uomo è tornato a spingersi davvero oltre la Terra e lo ha fatto con la missione Artemis II che segna un passaggio storico perché per la prima volta dal 1972 esseri umani stanno viaggiando nello spazio profondo riprendendo quel percorso interrotto alla fine del programma Apollo program. Non è soltanto un lancio ma una linea netta che divide il passato dal futuro perché per decenni l’umanità è rimasta confinata in orbita bassa mentre oggi torna a guardare la Luna come una destinazione reale.
Le ore precedenti al decollo hanno avuto tutta la tensione delle grandi missioni spaziali perché quando tutto sembrava pronto è emerso un problema tecnico legato al sistema di terminazione del volo cioè quel meccanismo fondamentale che permette di distruggere il razzo in caso di deviazione dalla traiettoria e quindi evitare rischi per le aree sorvolate. Non si tratta di un dettaglio ma di una condizione imprescindibile e infatti la NASA ha scelto la strada più prudente fermando la sequenza e chiedendo verifiche complete senza alcuna scorciatoia.
Per alcune ore la missione è rimasta sospesa con gli astronauti già a bordo della capsula Orion e il mondo intero in attesa mentre gli ingegneri lavoravano per trovare una soluzione affidabile. Alla fine è stata individuata una procedura alternativa che ha consentito di testare il sistema in modo completo e quando il risultato è stato positivo tutto è tornato a scorrere nella giusta direzione anche se è stato necessario un rinvio di undici minuti per completare ogni verifica con la massima precisione.
Alle 00.35 italiane dal Kennedy Space Center il razzo Space Launch System si è sollevato nel cielo della Florida con una potenza impressionante e senza ulteriori esitazioni dando ufficialmente inizio alla missione. A bordo quattro astronauti destinati a entrare nei libri di storia cioè Reid Wiseman al comando Victor Glover come pilota Christina Koch e Jeremy Hansen come specialisti di missione.
Dopo circa otto minuti il primo stadio si è separato regolarmente e poco dopo Orion ha dispiegato i pannelli solari entrando nella fase operativa del volo e segnando il momento in cui la Terra inizia davvero a restare indietro.
Da lì in avanti la missione si sviluppa attraverso una serie di manovre fondamentali con una prima orbita terrestre seguita da accensioni del motore che porteranno la capsula su traiettorie sempre più ampie mentre gli astronauti verificano ogni sistema e testano anche il pilotaggio manuale simulando operazioni che in futuro serviranno per attraccare a moduli e lander lunari.
La missione durerà dieci giorni e non prevede un allunaggio ma il suo obiettivo è altrettanto cruciale perché deve dimostrare che l’uomo può tornare a navigare nello spazio profondo in sicurezza.
Artemis II rappresenta anche un cambio di paradigma rispetto al passato visto che Victor Glover è il primo afroamericano a lasciare l’orbita terrestre Christina Koch sarà la prima donna a spingersi così lontano e Jeremy Hansen il primo canadese in una missione lunare.
Ma oltre ai primati c’è un aspetto ancora più concreto cioè la nuova competizione globale per lo spazio perché il ritorno sulla Luna ha un valore strategico enorme legato soprattutto alle risorse come il ghiaccio presente al Polo Sud lunare che potrebbe garantire acqua ossigeno e carburante per future basi permanenti.
Questa missione è solo il primo passo verso il ritorno sulla superficie lunare con programmi più avanzati che coinvolgeranno anche aziende private come SpaceX e Blue Origin con l’obiettivo non solo di arrivare ma di restare in modo stabile.
E mentre la missione procede emerge anche il lato più reale dello spazio perché già nelle prime ore è stato segnalato un piccolo problema al sistema bagno della capsula un dettaglio che può far sorridere ma che in realtà ricorda quanto ogni singolo elemento sia fondamentale quando si vive e si lavora in un ambiente ostile come lo spazio.
Artemis II quindi non è soltanto un viaggio ma l’inizio concreto di una nuova era in cui la Luna torna a essere una meta e non più un ricordo lontano.
Scritto da: Fina Leocata
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