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Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti dice no al visto di legittimità. Meloni: «Ennesima invasione di campo dei giudici»

today30 Ottobre 2025 70

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Nuovo stop per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti ha deciso di non concedere il visto di legittimità e la registrazione alla delibera Cipess approvata lo scorso agosto, che aveva dato via libera al progetto definitivo dell’opera.

La decisione, arrivata al termine di una lunga camera di consiglio, rappresenta un passaggio cruciale nella storia di una delle infrastrutture più discusse d’Italia. Le motivazioni ufficiali verranno rese note entro 30 giorni con una deliberazione dedicata.

Le ragioni del no

Sotto la lente dei magistrati contabili sono finiti diversi punti del progetto, tra cui:

  • le coperture economiche,

  • l’attendibilità delle stime di traffico,

  • la conformità alle normative ambientali e antisismiche,

  • il rispetto delle regole europee sul limite di spesa, che impone di non superare il 50% del costo iniziale.

Secondo quanto trapelato, sarebbero state sollevate anche eccezioni sulla competenza del Cipess, considerato un organo a prevalente natura politica.

Salvini: «Una decisione politica, ma andiamo avanti»

Il primo a reagire è stato il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, che ha definito la decisione della Corte dei Conti «un grave danno per il Paese».

«Questa è una scelta politica più che un giudizio tecnico – ha dichiarato –. Non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò adesso. Il Ponte sullo Stretto è un progetto auspicato anche dall’Europa, che porterà sviluppo e migliaia di posti di lavoro. Andremo avanti su tutte le strade possibili».

Meloni: «Atto di invasione della giurisdizione»

Durissima anche la premier Giorgia Meloni, che ha parlato di “ennesima invasione di campo” da parte della magistratura contabile sulle scelte di governo.

«I ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno risposto puntualmente a tutti i rilievi. Una delle censure – ha sottolineato la premier – riguardava perfino la trasmissione digitale di documenti voluminosi tramite link, come se si ignorasse l’esistenza dei computer».

Meloni ha inoltre ribadito che la riforma della giustizia e della Corte dei Conti, in discussione al Senato, rappresenta la «risposta più adeguata a questa intollerabile invadenza».

Tajani: «La magistratura non può decidere le opere strategiche»

Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso forte disappunto:

«Non è ammissibile che in un Paese democratico la magistratura contabile decida quali opere strategiche realizzare. Questa decisione è sconcertante e arriva alla vigilia della riforma della giustizia. Il Governo andrà avanti».

Cosa succede adesso

Nonostante il parere negativo, il governo può comunque decidere di proseguire con il progetto. La normativa prevede infatti che, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, il Consiglio dei Ministri possa deliberare il via libera se ritiene che l’opera risponda a interessi pubblici superiori.

Il futuro del Ponte sullo Stretto di Messina resta dunque incerto, ma l’esecutivo sembra determinato a non fermarsi.

Scritto da: Fina Leocata

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