Dormire troppo o troppo poco può accelerare l’invecchiamento: cosa rivela uno studio
Il sonno non influisce soltanto su energia, concentrazione e umore, ma potrebbe avere un ruolo importante anche nel modo in cui il nostro corpo invecchia.
Il sonno non influisce soltanto su energia, concentrazione e umore, ma potrebbe avere un ruolo importante anche nel modo in cui il nostro corpo invecchia.
Hai lavorato per mesi senza fermarti, aspettando con ansia le ferie, e proprio quando arriva il momento di rilassarti compare febbre, mal di testa o una stanchezza improvvisa? Non si tratta soltanto di sfortuna. Questo fenomeno esiste davvero e ha anche un nome preciso: Leisure Sickness, ovvero la “malattia del tempo libero”.
Spesso si pensa che per migliorare nel lavoro serva fare di più. In realtà, secondo molti esperti di crescita personale, il primo passo è smettere di alimentare comportamenti che consumano tempo, energia e motivazione.
Si chiama “camminata 6-6-6” ed è una delle nuove tendenze wellness più diffuse. Un metodo semplice, accessibile a tutti, basato su un numero facile da ricordare: 6 minuti di riscaldamento, 60 minuti di camminata a passo sostenuto e 6 minuti finali di defaticamento.
Capita spesso: una giornata storta, la pioggia fuori e una canzone malinconica nelle cuffie. Non è solo musica, ma un modo per dare forma a quello che si prova. E, sorprendentemente, funziona: ci fa sentire meglio.
I Millennials sono oggi tra i più esposti al burnout, una condizione di forte esaurimento fisico e mentale sempre più diffusa.
Giocare con il proprio cane non è solo un momento di svago, ma un vero e proprio strumento per costruire una relazione solida. Secondo una ricerca dell’Università di Linköping, il gioco rappresenta uno dei modi più efficaci per rafforzare la fiducia tra uomo e animale.
Ci sono esperienze che sembrano concluse, ma continuano a vivere dentro di noi. Una relazione finita, una delusione o parole mai dimenticate restano attive nella mente, anche quando tutto intorno è cambiato. Non si tratta di fragilità, ma di un processo legato al funzionamento della nostra mente.
Le canzoni ascoltate durante l’adolescenza sono spesso quelle che ci emozionano di più anche da adulti. Non si tratta solo di nostalgia, ma di un meccanismo legato al funzionamento del cervello. Tra i 13 e i 18 anni, infatti, siamo più predisposti a immagazzinare ricordi intensi e duraturi.