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Lo guardiamo, ci fa tenerezza e quasi senza pensarci gli stampiamo un bacio sulla testa o sul muso.
Per noi non c’è bisogno di spiegazioni: quel gesto significa affetto.
Ma se potessimo chiedere al nostro cane cosa ha appena capito, probabilmente la risposta sarebbe diversa da quella che immaginiamo.
I cani non nascono sapendo che un bacio significa “ti voglio bene”. Quello è un significato che appartiene alla comunicazione umana.
Eppure molti cani sembrano perfettamente tranquilli quando vengono baciati e alcuni cercano persino quel tipo di vicinanza.
Come è possibile?
Per capire la differenza bisogna provare per qualche secondo a guardare la scena dal punto di vista del cane.
Una persona molto più grande si avvicina, porta il volto vicinissimo al suo e appoggia le labbra sulla testa o sul muso.
Noi sappiamo perfettamente che si tratta di una coccola.
Il cane non può saperlo automaticamente.
Nella comunicazione canina il bacio non possiede lo stesso significato simbolico che gli attribuiamo noi.
Per questo la reazione può cambiare moltissimo da un animale all’altro.
Qui entra in gioco una delle caratteristiche che rendono speciale la convivenza tra esseri umani e cani: la capacità di imparare reciprocamente le nostre abitudini.
Il cane ci osserva continuamente.
Impara a riconoscere il tono della voce, i movimenti, le routine e le conseguenze di determinate situazioni.
Se ogni volta che il proprietario lo bacia lo fa delicatamente, gli parla con tono tranquillo e quel momento avviene in un contesto piacevole, l’animale può progressivamente associare quel comportamento a qualcosa di positivo.
Non deve necessariamente capire il concetto umano di “bacio”.
Gli basta imparare che quando il suo umano fa quel gesto non c’è pericolo e normalmente sta manifestando attenzione e vicinanza.
Ed è questa probabilmente la parte più interessante.
Un cane potrebbe non comprendere il bacio in senso astratto, ma può conoscere molto bene il modo in cui lo bacia una determinata persona.
Riconosce il proprietario, il suo odore, la voce, il modo di muoversi e il contesto nel quale avviene l’interazione.
Per questo lo stesso cane potrebbe accettare serenamente che il proprio umano avvicini il volto e reagire in maniera completamente diversa se a farlo fosse uno sconosciuto.
La fiducia cambia tutto.
C’è però un errore che possiamo commettere facilmente.
Pensiamo: “Non si sposta, quindi gli piace”.
Non è necessariamente così.
Alcuni cani cercano attivamente il contatto e sembrano rilassati. Altri lo accettano senza particolare entusiasmo. Altri ancora possono essere a disagio.
Bisogna osservare l’intero linguaggio corporeo dell’animale, non soltanto il fatto che rimanga fermo.
Se cerca di allontanare il muso, si irrigidisce, evita il contatto, si sposta o mostra altri segnali di tensione, è meglio interrompere l’interazione.
Il principio è molto semplice: se il cane vuole allontanarsi, lasciamolo fare.
Con il nostro animale abbiamo costruito nel tempo una relazione.
Con un cane incontrato per la prima volta no.
Avvicinare improvvisamente il volto al muso di un animale sconosciuto significa entrare in uno spazio estremamente ravvicinato senza sapere come reagirà.
Potrebbe essere abituato al contatto oppure potrebbe esserne infastidito o spaventato.
E trovandoci con il viso vicinissimo alla sua bocca, una eventuale reazione difensiva potrebbe avere conseguenze serie.
Per questo è molto più prudente non abbracciare o baciare sul muso un cane che non conosciamo, soprattutto senza aver prima osservato il suo comportamento e senza il consenso del proprietario.
È bello immaginarlo: noi diamo un bacio al cane e lui ci lecca il viso per restituircelo.
Ma la comunicazione animale non può essere tradotta così facilmente.
Il leccamento può avere numerose funzioni e significati.
Può far parte di un’interazione sociale, essere una richiesta di attenzione oppure essere semplicemente stimolato dagli odori e dai sapori presenti sulla nostra pelle.
In alcune situazioni può comparire anche durante interazioni che generano tensione.
Quindi una leccata non equivale automaticamente al nostro “bacio”.
Non esiste una risposta valida per tutti i cani.
La cosa migliore è lasciare che sia anche l’animale a indicarci quale tipo di contatto preferisce.
Possiamo accarezzarlo delicatamente e poi fermarci per qualche secondo.
Cosa fa?
Se si avvicina nuovamente, cerca la nostra mano o mantiene volontariamente il contatto, probabilmente desidera continuare.
Se invece si sposta e va altrove, possiamo semplicemente rispettare la sua scelta.
Molti cani apprezzano carezze sul petto, sulle spalle o lungo il corpo più di manipolazioni insistenti della testa e del muso, ma anche in questo caso le preferenze individuali contano moltissimo.
Uno dei gesti che interpretiamo più velocemente è il cane sdraiato sulla schiena.
“Vuole i grattini sulla pancia”.
Spesso può essere proprio così, soprattutto se il corpo è rilassato e l’animale cerca spontaneamente l’interazione.
Ma mostrare la pancia non rappresenta automaticamente un invito alle coccole.
In alcuni contesti può far parte di una postura utilizzata durante una situazione di disagio o tensione.
È sempre l’insieme dei segnali a raccontarci come si sente realmente il cane.
Il punto, quindi, non è smettere necessariamente di baciare il proprio cane.
Se l’animale conosce quel gesto, appare rilassato e lo accetta volentieri, può essere diventato parte della particolare comunicazione costruita negli anni con il suo umano.
Ma possiamo fare qualcosa di ancora più importante: non limitarci a chiedere al cane di capire il nostro linguaggio, imparando anche noi a comprendere il suo.
Una passeggiata tranquilla, il tempo per annusare, il gioco, una carezza richiesta e non imposta, il rispetto dei suoi momenti di riposo possono comunicare attenzione in maniera molto efficace.
E così scopriamo qualcosa di curioso.
Quando baciamo il nostro cane forse lui non pensa letteralmente “mi sta dicendo che mi vuole bene”.
Ma dopo anni trascorsi insieme potrebbe aver imparato perfettamente un’altra cosa: “Quando il mio umano fa così, è uno dei suoi modi per stare vicino a me”.
E per due specie che parlano linguaggi completamente diversi, non è affatto poco.
Scritto da: Redazione Flash News
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