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Quali sono i turisti più educati al mondo? Giappone al primo posto, Italia ultima in classifica

today13 Settembre 2026 6

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Un sondaggio condotto tra 192 tour operator internazionali premia i viaggiatori giapponesi per le buone maniere. Norvegesi e svizzeri completano il podio, mentre l’Italia chiude la graduatoria. Ma quando si parla di cibo ci riscattiamo

Ci riconoscono facilmente quando siamo in vacanza? Probabilmente sì. E almeno secondo un recente sondaggio internazionale, noi italiani non lasceremmo sempre un’impressione impeccabile quando viaggiamo.

SafariBookings, piattaforma specializzata nell’organizzazione di safari in Africa, ha chiesto a 192 tour operator di valutare alcune caratteristiche dei viaggiatori provenienti da diversi Paesi.

Tra le domande ce n’era una particolarmente curiosa: quali sono i turisti più educati?

Il risultato incorona il Giappone. Per l’Italia, invece, le notizie sono decisamente meno lusinghiere.

I giapponesi sono i turisti più educati

Con il 21,1% delle indicazioni, i giapponesi conquistano nettamente il primo posto nella graduatoria dedicata alla cortesia.

Il risultato appare ancora più significativo osservando la distanza dal secondo classificato.

La Norvegia si ferma infatti al 10,6%, praticamente la metà del Giappone.

Sul terzo gradino del podio troviamo la Svizzera con il 10,4%, seguita dal Canada con il 9,2%.

Gli Stati Uniti conquistano invece la quinta posizione con l’8,7%.

La classifica completa: l’Italia è ultima

Scorrendo la graduatoria troviamo Polonia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito, seguiti da Francia, Cina, Spagna e Australia.

Poi arriva l’Italia.

Con appena l’1,3% delle indicazioni come nazionalità più educata, i turisti italiani occupano l’ultima posizione tra i Paesi presenti nella classifica.

Un risultato che certamente non ci fa fare una bella figura, ma che deve essere interpretato correttamente.

Il sondaggio non dimostra scientificamente che gli italiani siano “il popolo più maleducato del mondo”: fotografa la percezione dei tour operator coinvolti nella ricerca quando viene chiesto loro quale nazionalità considerino più educata.

E in questa particolare graduatoria l’Italia ha raccolto meno preferenze di tutti.

Perché i giapponesi hanno una reputazione così positiva?

La cultura giapponese attribuisce tradizionalmente grande importanza alla cortesia, al rispetto degli altri e alla gestione degli spazi condivisi.

Il concetto di omotenashi, spesso associato alla cultura dell’ospitalità giapponese, esprime una particolare attenzione verso l’ospite e verso le necessità altrui.

A questo si aggiungono comportamenti che agli occhi di chi lavora nel turismo possono risultare particolarmente apprezzabili: discrezione, attenzione alle regole e rispetto degli ambienti visitati.

Sono naturalmente generalizzazioni culturali e non descrivono ogni singolo viaggiatore, ma possono contribuire alla reputazione internazionale dei turisti provenienti dal Giappone.

Gli americani vincono invece quando arriva il momento della mancia

Essere primi per educazione non significa primeggiare in tutte le categorie.

Quando SafariBookings ha chiesto quali fossero i turisti più generosi con le mance, il risultato è cambiato completamente.

A dominare sono gli statunitensi, indicati dal 29,5% degli operatori.

Seguono i tedeschi con il 13,1% e i canadesi con il 10%.

Un risultato probabilmente influenzato anche dalle differenti abitudini culturali: negli Stati Uniti lasciare una mancia rappresenta una pratica molto più radicata rispetto a quanto avviene in numerosi Paesi europei.

E gli italiani? Ci riscattiamo davanti a un piatto

C’è però una categoria nella quale l’Italia recupera parecchie posizioni.

Quando la domanda riguarda i viaggiatori maggiormente interessati al cibo, gli italiani raggiungono il sesto posto con il 7,6% delle preferenze.

E questa volta davanti a noi troviamo India, Giappone, Francia, Cina e Paesi Bassi.

L’India conquista il primo posto con il 18,7%, seguita dal Giappone con il 17,5% e dalla Francia con il 12,4%.

La curiosità gastronomica sembra quindi essere uno dei punti di forza del viaggiatore italiano.

Non necessariamente partiamo alla ricerca della pasta cucinata come a casa: conoscere una destinazione può significare anche assaggiarne i piatti, scoprire ingredienti sconosciuti e comprendere tradizioni molto differenti dalle nostre.

Ogni nazionalità sembra avere il proprio punto di forza

Ed è probabilmente questa la parte più interessante dell’indagine.

Non esiste una nazionalità che vinca qualsiasi categoria.

I giapponesi primeggiano nella cortesia, gli americani nelle mance, mentre quando viene valutata la propensione all’avventura sono i tedeschi a conquistare la prima posizione.

Sul cibo, invece, vincono gli indiani.

Le classifiche raccontano quindi soprattutto le differenti reputazioni che i viaggiatori possono costruirsi agli occhi di chi lavora quotidianamente nel settore turistico.

Attenzione però agli stereotipi

Trasformare questi risultati in etichette assolute sarebbe un errore.

Non tutti gli italiani sono rumorosi, così come non tutti i giapponesi sono necessariamente impeccabili o tutti gli americani lasciano grandi mance.

Nazionalità e cultura possono influenzare alcune abitudini, ma il comportamento del singolo viaggiatore rimane individuale.

Lo sottolinea indirettamente anche una delle osservazioni raccolte da SafariBookings: dopo anni trascorsi nel turismo, persone provenienti da Paesi differenti possono rivelarsi molto più simili di quanto gli stereotipi facciano immaginare.

L’ultima posizione dell’Italia resta comunque una piccola bocciatura

Con tutte le cautele necessarie, vedere l’Italia in fondo alla graduatoria della cortesia non è esattamente il risultato che avremmo desiderato.

Il viaggio, del resto, non è soltanto qualcosa che facciamo per noi stessi.

Significa entrare temporaneamente nella vita di un altro luogo, utilizzare i suoi servizi, incontrare chi ci abita e confrontarsi con abitudini che possono essere completamente diverse dalle nostre.

Forse è proprio questa la lezione più interessante della classifica.

Possiamo essere curiosissimi davanti a un piatto sconosciuto e appassionarci alle tradizioni gastronomiche di un Paese, ma il miglior souvenir che possiamo lasciare agli altri è il ricordo di un viaggiatore rispettoso.

E almeno secondo questi 192 operatori turistici, su questo noi italiani abbiamo ancora qualche posizione da recuperare.

Scritto da: Redazione Flash News

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