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Facebook: chi ha molti amici è più materialista

today24 Novembre 2017 29

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In Germania uno studio rivela che le persone più popolari sui social collezionano contatti come fossero oggetti

Avete mai pensato che Facebook potesse essere paragonato a un gigantesco album di figurine? Un po’ come succedeva con i calciatori della nostra infanzia, la piattaforma social offre una panoramica di volti, e c’è chi si diverte a scorrerli commentando “Ce l’ho” oppure “Mi manca”.

Questo è quanto emerso da uno studio della Ruhr-University Bochum, in Germania, portato avanti dallo psicologo Phillip Ozimek.

Sotto la lente dei ricercatori è stato preso in esame il comportamento di 531 utenti con profilo Facebook attivo, divisi in due gruppi (il primo è servito ad effettuare lo studio pilota mentre il secondo per replicarne i risultati). Davanti al questionario, in cui si chiedeva di quantificare l’uso di Facebook e la tendenza al confronto con gli altri, i volontari hanno fornito le risposte legate al proprio vissuto.

Ne è emerso che esiste una correlazione (ma non si tratterebbe di un rapporto causa-effetto) tra l’alto numero di amicizie sul social e l’idea che questi contatti siano dei semplici oggetti. Sono stati posti in esame anche il tempo speso su Facebook, il livello di materialismo dei soggetti coinvolti e il loro modo di relazionarsi con il prossimo. Infine è stato analizzato il valore attribuito dagli individui ai contatti aggiunti (veri e propri “beni”), e se la quantità di questi influenzasse la propria reputazione online.

In realtà il risultato dell’indagine non ci sconvolge più di tanto: chi è connesso per la maggior parte della propria giornata avrà tutto il tempo necessario per inviare richieste di amicizia, chattare e spiare le foto degli amici virtuali. Il tranello dell’invidia da social, caratteristica comune tra i più “spioni”, è proprio dietro l’angolo.

I ricercatori però, sottolineano che la smania di “possesso” celata dietro la pratica di accrescere le proprie amicizie social sarebbe correlata a una migliore reputazione.

Ma qui il materialismo non ha necessariamente valenza negativa, spiega Ozimek: obiettivo dello studio era solo riscontrare quali fossero gli obiettivi e le modalità di interazione della gente su Facebook.

Guai a definire fannulloni e perditempo i social media addicted: adesso possiamo dimostrare che passare la vita sui social è una vera faticaccia

Scritto da: Enzo Sangrigoli

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