Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
RADIO FLASH NETWORK La Radio Che Funziona
RADIO FLASH – LA RADIO CHE FUNZIONA RADIO FLASH
RADIO FLASH – SPECIALE SANREMO La Migliore Musica del Festival di Sanremo
RADIO FLASH – MUSIC GENERATION La Migliore Musica anni 70 & 80
RADIO FLASH – PASSIONE ITALIANA Il meglio della musica italiana dagli anni 60 agli anni 90
play_arrow
RADIO FLASH – GOOD TIMES Il Meglio della musica Disco e Soul anni 70/80
Quaderni da completare, esercizi di matematica, temi e pagine da studiare. Ogni estate torna puntuale il dibattito sui compiti delle vacanze: servono davvero oppure rischiano di togliere ai bambini il valore della pausa estiva?
Per Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria, la risposta passa soprattutto dall’equilibrio. Tenere allenata la mente durante le vacanze può essere utile, ma i compiti non devono diventare un’ossessione per bambini e genitori.
E se bisogna scegliere tra decine di esercizi e un buon libro, il pediatra non ha dubbi: meglio la lettura.
Secondo Agostiniani, durante l’estate sarebbe più utile stimolare curiosità, emozioni e capacità di riflessione piuttosto che riempire le giornate con esercizi ripetitivi.
«Un buon libro, capace di suscitare emozioni e riflessioni, vale più di mille esercizi», sostiene il pediatra.
Un possibile compito estivo potrebbe quindi essere semplicemente quello di leggere un paio di libri e, alla fine, chiedere al bambino cosa gli abbiano lasciato quelle storie.
Un approccio che permetterebbe di mantenere attiva la mente senza riprodurre anche durante le vacanze gli stessi ritmi dell’anno scolastico.
La lunga pausa estiva italiana resta comunque un elemento da considerare. Circa tre mesi lontani dai banchi rappresentano un periodo importante e, secondo il pediatra, è ragionevole evitare che quanto imparato durante l’anno venga completamente abbandonato.
Questo, però, non significa trasformare l’estate in una prosecuzione delle lezioni.
Un breve momento dedicato agli esercizi può essere utile, mentre imporre quotidianamente ore di studio rischia di produrre l’effetto contrario e trasformare i compiti in una fonte di tensione.
Anche l’atteggiamento dei genitori può fare la differenza.
Responsabilizzare i figli è importante, ma secondo Agostiniani bisogna evitare minacce, pressioni e continui richiami ai compiti ancora da completare.
L’educazione, ricorda il pediatra, è un percorso e non dovrebbe trasformarsi in una forzatura.
L’estate può invece diventare l’occasione per recuperare momenti familiari che durante l’anno sono sacrificati dalla fretta. Anche un gesto semplice come fare colazione insieme può avere un valore importante.
Andare a letto un po’ più tardi, svegliarsi senza la sveglia e avere giornate meno organizzate non rappresentano necessariamente un problema.
La perdita temporanea della routine può essere positiva, purché alla fine dell’estate si torni gradualmente agli orari necessari per affrontare il nuovo anno scolastico.
Non occorre quindi mantenere per tre mesi la stessa organizzazione seguita durante la scuola: le vacanze servono anche a cambiare ritmo.
Il messaggio più significativo riguarda proprio il concetto di tempo libero.
Secondo Agostiniani, una vera pausa può avere un valore educativo almeno quanto i tradizionali compiti delle vacanze. Giocare all’aperto, correre, stare con gli altri, discutere, sbagliare e sperimentare sono esperienze attraverso le quali bambini e ragazzi sviluppano autonomia e capacità relazionali.
In una quotidianità nella quale anche il tempo dei più piccoli è spesso riempito di attività programmate, le vacanze possono restituire qualcosa che sta diventando sempre più raro: la possibilità di annoiarsi e decidere autonomamente cosa fare.
Perché anche perdere tempo, esplorare senza un obiettivo e inventarsi un gioco possono diventare, alla fine, uno dei compiti più importanti dell’estate.
Scritto da: Fina Leocata
bambini compiti delle vacanze educazione genitori lettura pediatra Rino Agostiniani scuola Società Italiana di Pediatria. vacanze estive