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Rimandi sempre all’ultimo? Non è pigrizia: è la Legge di Parkinson

today8 Maggio 2026 6

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Non è questione di pigrizia
Capita a molti: un compito da fare, tanto tempo a disposizione… e alla fine si arriva sempre all’ultimo momento. Non è solo mancanza di volontà. Secondo quanto riportato da Focus, alla base di questo comportamento c’è un principio ben preciso: la Legge di Parkinson.

Cos’è la Legge di Parkinson
Formulata nel 1955 dallo storico Cyril Northcote Parkinson, questa teoria afferma che il lavoro tende ad espandersi fino a occupare tutto il tempo disponibile.

In pratica, più tempo abbiamo, più lo utilizziamo – anche senza accorgercene – dilatando attività e tempi di esecuzione.

Perché lavoriamo meglio sotto pressione
Quando una scadenza è lontana, il cervello entra in una sorta di modalità “risparmio energetico”, lasciando spazio a distrazioni e rallentamenti.

Al contrario, quando il tempo stringe, si attivano meccanismi chimici che aumentano concentrazione e produttività, portandoci a focalizzarci solo sulle attività essenziali.

Come sfruttarla a proprio favore
La soluzione? Anticipare le scadenze. Creare tempi più stretti, anche artificialmente, aiuta a stimolare il cervello e a mantenere alta l’attenzione.

Stabilire piccoli obiettivi intermedi può essere un modo efficace per evitare di accumulare tutto all’ultimo momento.

Una strategia, non un difetto
Capire la Legge di Parkinson significa trasformare un’abitudine comune in uno strumento utile per migliorare la gestione del tempo e aumentare la produttività.

Scritto da: Fina Leocata

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