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Negli ultimi anni le trombe d’aria sembrano essere diventate un fenomeno sempre più frequente durante l’estate. Dalla Sicilia alla Pianura Padana, passando per le coste dell’Adriatico e del Tirreno, episodi di vento violento, nubifragi e vortici improvvisi finiscono spesso al centro delle cronache.
Ma perché accade soprattutto nei mesi più caldi?
La causa principale è l’enorme quantità di energia accumulata nell’atmosfera durante le giornate estive.
Quando il sole riscalda il terreno per molte ore, l’aria vicino alla superficie diventa molto calda e ricca di umidità. Questa massa d’aria, essendo più leggera, tende a salire rapidamente verso quote più elevate.
Se in quota incontra aria molto più fredda, si crea un forte contrasto termico che rende l’atmosfera instabile e favorisce lo sviluppo di imponenti nubi temporalesche, chiamate cumulonembi.
Non tutti i temporali producono una tromba d’aria.
Perché si formi un vortice servono anche venti che soffiano con intensità e direzioni diverse a quote differenti. Questo fenomeno, chiamato wind shear, può mettere in rotazione la colonna d’aria.
Se il temporale riesce a organizzarsi e questa rotazione si intensifica fino a raggiungere il suolo, nasce una tromba d’aria.
Si tratta di fenomeni generalmente localizzati, ma in grado di provocare danni anche molto gravi nel giro di pochi minuti.
Durante l’estate il Mediterraneo raggiunge temperature molto elevate e rilascia continuamente calore e umidità nell’atmosfera.
Quando una massa d’aria più fredda attraversa queste acque calde, possono formarsi le cosiddette trombe marine, spettacolari vortici che si sviluppano sul mare e che, in alcuni casi, possono raggiungere la costa trasformandosi in vere trombe d’aria.
Per questo motivo regioni come Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna e Veneto sono tra le aree italiane dove questi fenomeni vengono osservati con maggiore frequenza.
Gli scienziati sono prudenti nell’attribuire un singolo evento ai cambiamenti climatici. Tuttavia, il riscaldamento globale sta aumentando la frequenza delle condizioni favorevoli ai fenomeni meteorologici estremi.
Temperature dell’aria e del mare sempre più elevate significano infatti maggiore energia disponibile per alimentare temporali intensi, grandinate, raffiche di vento e, in alcuni casi, anche trombe d’aria.
Non significa necessariamente che il numero dei tornado aumenterà ovunque, ma che potrebbero diventare più frequenti le situazioni atmosferiche capaci di generarli.
Se viene diramata un’allerta meteo o si osserva un vortice in avvicinamento è importante cercare immediatamente riparo all’interno di un edificio solido, evitando di sostare sotto alberi, tettoie o strutture leggere.
Chi si trova in auto dovrebbe allontanarsi, se possibile, dalla traiettoria del vortice senza esporsi a rischi inutili. Se non è possibile, è preferibile cercare un riparo sicuro piuttosto che restare in aree aperte.
Le trombe d’aria in Italia rimangono fenomeni relativamente rari rispetto ad altri Paesi, ma le estati sempre più calde e l’aumento degli eventi meteorologici estremi richiedono maggiore attenzione e una corretta informazione per affrontare questi episodi in sicurezza.
Scritto da: Fina Leocata
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