Millennials, la generazione più stressata: cresce il rischio burnout
I Millennials sono oggi tra i più esposti al burnout, una condizione di forte esaurimento fisico e mentale sempre più diffusa.
I Millennials sono oggi tra i più esposti al burnout, una condizione di forte esaurimento fisico e mentale sempre più diffusa.
Ci sono esperienze che sembrano concluse, ma continuano a vivere dentro di noi. Una relazione finita, una delusione o parole mai dimenticate restano attive nella mente, anche quando tutto intorno è cambiato. Non si tratta di fragilità, ma di un processo legato al funzionamento della nostra mente.
Le canzoni ascoltate durante l’adolescenza sono spesso quelle che ci emozionano di più anche da adulti. Non si tratta solo di nostalgia, ma di un meccanismo legato al funzionamento del cervello. Tra i 13 e i 18 anni, infatti, siamo più predisposti a immagazzinare ricordi intensi e duraturi.
L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, ma allo stesso tempo fatica ad accettare l’invecchiamento. Secondo una ricerca dell’EngageMinds Hub dell’Università di Cremona, circa il 50% degli italiani manifesta quella che viene definita “sindrome di Dorian Gray”, ovvero la paura di diventare vecchi.
Le conversazioni che spesso evitiamo perché ritenute banali o poco interessanti potrebbero essere, in realtà, più piacevoli di quanto immaginiamo. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università del Michigan e pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.
Ti è mai capitato di rimanere senza parole proprio mentre stavi parlando con qualcuno che ti interessa? Il silenzio cala all’improvviso e la mente si svuota. È una situazione comune, soprattutto durante un primo appuntamento o quando si vuole fare buona impressione.
Conoscere qualcuno senza annunciarlo subito ad amici o sui social è il nuovo trend del momento. Si chiama “quiet dating” ed è una modalità sempre più diffusa per vivere le prime fasi di una relazione con maggiore serenità.
Scrivere a mano non è una semplice abitudine “vintage”, ma può dire molto sul nostro modo di pensare. Secondo diversi studi psicologici, chi utilizza carta e penna tende a essere più lucido, selettivo e consapevole nelle decisioni.
Capita a tutti: una critica o un insulto restano impressi nella mente per giorni, mentre un complimento tende a svanire rapidamente. Non è solo una sensazione, ma un meccanismo reale del cervello.