Millennials, la generazione più stressata: cresce il rischio burnout
I Millennials sono oggi tra i più esposti al burnout, una condizione di forte esaurimento fisico e mentale sempre più diffusa.
I Millennials sono oggi tra i più esposti al burnout, una condizione di forte esaurimento fisico e mentale sempre più diffusa.
L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, ma allo stesso tempo fatica ad accettare l’invecchiamento. Secondo una ricerca dell’EngageMinds Hub dell’Università di Cremona, circa il 50% degli italiani manifesta quella che viene definita “sindrome di Dorian Gray”, ovvero la paura di diventare vecchi.
I 50 anni rappresentano oggi una vera nuova età della saggezza, una fase della vita in cui l’esperienza accumulata nel tempo si trasforma in consapevolezza. Non più un momento di declino, come spesso si pensava in passato, ma piuttosto un punto di svolta in cui molte persone – soprattutto le donne – riscoprono il valore delle proprie scelte e della propria libertà.
Il 2025 sta per chiudersi e, come ogni anno, anche il linguaggio racconta meglio di qualsiasi cronaca ciò che abbiamo vissuto. A fotografare questo cambiamento è stata la Treccani, che ha segnalato una lunga serie di neologismi entrati nell’uso comune negli ultimi dodici mesi.
Con chi si confidano i giovani? E quanto contano le amicizie nella costruzione delle relazioni di fiducia durante l’adolescenza? Secondo una recente indagine dell’Istat, esistono differenze significative tra ragazzi e ragazze nel modo di vivere le relazioni amicali, sia per numero di amici sia per intensità del legame.
Essere una madre laureata non fa la differenza solo nel mondo del lavoro, ma anche in quello familiare. Un recente studio, intitolato “NEET, giovani non invisibili: sfide e risposte per attivare le risorse del futuro”, condotto nell’ambito del progetto Dedalo e promosso dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, ha rivelato un dato sorprendente: le madri con un alto livello di istruzione offrono ai figli una protezione […]
Un tempo per scegliere il nome dei figli ci si ispirava ai nomi dei genitori o dei nonni, oppure si consultava il calendario dei santi.Poi sono arrivati i divi del calcio — basti pensare ai tanti “Diego” nati a Napoli negli anni di Maradona — e, con le telenovelas, non sono mancati neppure i nomi ispirati a Beautiful o a personaggi televisivi come “Brooke”. Oggi, però, scegliere un nome è […]