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C’è sempre qualcuno che durante una serata estiva viene letteralmente divorato dalle zanzare mentre la persona seduta accanto sembra completamente ignorata. Ma perché le zanzare pungono alcune persone più di altre?
La vecchia spiegazione del “sangue dolce” non ha fondamento scientifico. A rendere una persona particolarmente interessante per questi insetti è piuttosto una combinazione di segnali chimici, odori corporei, temperatura e anidride carbonica emessa con la respirazione.
A spiegare alcuni dei meccanismi è il dottor Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Prima curiosità: non tutte le zanzare pungono.
Sono le femmine a cercare il sangue, necessario per ottenere le sostanze utili allo sviluppo delle uova. Per individuare una possibile “vittima” utilizzano un sistema estremamente sofisticato, capace di intercettare diversi segnali provenienti dal nostro organismo.
Uno dei più importanti è l’anidride carbonica che espiriamo.
Le zanzare riescono a rilevarla e a utilizzarla come una sorta di traccia per avvicinarsi alle persone. Anche il calore corporeo e gli odori della pelle contribuiscono successivamente a guidarle verso il bersaglio.
Un ruolo importante è giocato dalle sostanze presenti sulla superficie cutanea.
Durante la sudorazione il nostro corpo produce e rilascia diverse molecole che possono contribuire all’attrazione delle zanzare. Dopo l’attività fisica, inoltre, aumentano temperatura corporea, sudorazione e produzione di anidride carbonica, creando condizioni particolarmente favorevoli.
Anche la composizione del microbiota della pelle potrebbe spiegare perché due persone apparentemente simili risultino molto diverse agli “occhi” di una zanzara.
In altre parole, ognuno di noi possiede una sorta di firma chimica personale.
Alcuni studi hanno suggerito anche una possibile relazione con il gruppo sanguigno.
In determinate specie di zanzara, le persone con gruppo 0 hanno mostrato una maggiore attrattività rispetto ad altri gruppi. Non si tratta però di una regola universale e il gruppo sanguigno è soltanto uno dei numerosi fattori che possono entrare in gioco.
La preferenza delle zanzare nasce infatti dall’insieme di diversi segnali, non da una singola caratteristica.
Persino l’abbigliamento può contribuire a renderci più visibili.
Le zanzare non utilizzano soltanto l’olfatto: quando si avvicinano possono servirsi anche della vista per individuare il bersaglio.
Alcune ricerche hanno mostrato una maggiore risposta verso determinate tonalità, soprattutto colori scuri e alcune lunghezze d’onda associate al rosso, mentre altre colorazioni risultano meno attrattive.
Durante le serate all’aperto può quindi essere utile preferire vestiti chiari e sufficientemente coprenti.
Non possiamo modificare genetica, metabolismo o odore naturale della pelle, ma possiamo rendere la vita un po’ più difficile alle zanzare.
Dopo aver praticato attività fisica può essere utile fare una doccia e cambiare gli indumenti sudati. Meglio inoltre evitare, soprattutto nelle zone particolarmente infestate, prodotti molto profumati se si nota che aumentano la presenza degli insetti.
In casa restano fondamentali zanzariere e barriere fisiche, oltre all’eliminazione dei piccoli ristagni d’acqua nei quali le zanzare possono riprodursi.
Per la pelle esposta si possono utilizzare repellenti autorizzati, seguendo attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta. Tra i principi attivi più diffusi figurano DEET e icaridina.
Quindi, se ogni estate avete l’impressione che tutte le zanzare scelgano proprio voi, potrebbe non essere soltanto una sensazione. Il vostro corpo potrebbe effettivamente inviare una combinazione di segnali particolarmente interessante per questi insetti.
E no: il “sangue dolce” non c’entra nulla.
Scritto da: Fina Leocata
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