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Le città più sportive d’Italia nel 2026: Milano conquista il primo posto, il Sud resta in ritardo

today28 Luglio 2026 7

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L’Indice di Sportività incorona per la prima volta Milano come provincia più sportiva del Paese. Sul podio anche Trento e Bolzano, mentre persistono forti differenze tra Nord e Sud

Per la prima volta è Milano a conquistare il titolo di provincia più sportiva d’Italia. A certificarlo è la 20ª edizione dell’Indice di Sportività, lo studio realizzato da PTS Sport e pubblicato nell’ambito del progetto Qualità della Vita del Sole 24 Ore, che ogni anno fotografa il livello di diffusione e qualità della pratica sportiva sul territorio nazionale.

Il risultato conferma il ruolo sempre più centrale del capoluogo lombardo nel panorama sportivo italiano, anche grazie all’impulso generato dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, che hanno lasciato un’importante eredità in termini di infrastrutture, eventi e promozione dello sport.

Come viene calcolato l’Indice di Sportività

La classifica prende in esame 32 indicatori, valutando aspetti che spaziano dalla partecipazione sportiva alla disponibilità di impianti, passando per i risultati agonistici, il numero di tesserati, gli investimenti e la capacità di organizzare manifestazioni sportive.

L’obiettivo è misurare quanto lo sport sia realmente presente nella vita quotidiana dei cittadini e quale impatto abbia sul territorio.

Milano davanti a Trento e Bolzano

Nell’edizione 2026 del rapporto, Milano guida la graduatoria nazionale, seguita da Trento, storicamente tra le province più virtuose e vincitrice di numerose edizioni precedenti, e da Bolzano, che completa il podio.

Subito dietro si piazzano:

  • Bologna, quarta classificata;
  • Firenze, quinta;
  • Bergamo, sesta e prima in Italia per il ciclismo;
  • Belluno, protagonista di una delle crescite più significative con un balzo di 27 posizioni;
  • Sondrio, che entra nella top ten grazie al forte legame tra attività sportive e turismo montano.

Roma cresce negli sport indoor

Tra le grandi città italiane, Roma si colloca al 17° posto della graduatoria generale.

La Capitale, tuttavia, si distingue per un primato specifico: è infatti la prima provincia italiana negli sport indoor, confermando una vivace attività legata agli impianti coperti e alle discipline praticabili tutto l’anno.

Il divario tra Nord e Sud resta evidente

Lo studio evidenzia ancora una volta un’importante differenza territoriale.

Le province del Nord continuano a occupare stabilmente le posizioni di vertice, mentre gran parte del Mezzogiorno resta nelle zone basse della classifica.

La provincia del Sud Sardegna chiude infatti l’edizione 2026, mentre Cagliari, pur perdendo diverse posizioni rispetto allo scorso anno, rimane la realtà meridionale meglio classificata.

Il rapporto sottolinea come il divario non dipenda soltanto dai risultati sportivi, ma anche dalla disponibilità di impianti, dagli investimenti, dal numero di praticanti e dalle opportunità offerte ai cittadini.

I territori simbolo dello sport italiano

L’Indice di Sportività mette in evidenza anche alcune province che rappresentano vere e proprie eccellenze in specifiche discipline.

Tra queste spiccano:

  • Trieste, leader per numero di atleti tesserati e partecipazione femminile;
  • Genova, punto di riferimento nazionale per discipline come la pallanuoto;
  • Bologna, che mantiene il primato nella pallacanestro;
  • Macerata, protagonista nella pallavolo grazie ai risultati della Lube;
  • Rieti, considerata una delle capitali italiane dell’atletica leggera;
  • Trento, eccellenza nel ciclismo;
  • Lecco, prima per rapporto tra sport e attività dedicate ai bambini;
  • Varese, che si distingue nel settore dello sport paralimpico.

Lo sport come indicatore della qualità della vita

L’Indice di Sportività non misura soltanto i risultati agonistici, ma rappresenta anche uno strumento per valutare il benessere dei territori.

Una maggiore diffusione della pratica sportiva significa infatti più opportunità per i giovani, migliori servizi, inclusione sociale e uno stile di vita più sano. L’edizione 2026 conferma il dinamismo di molte province del Nord, ma evidenzia anche la necessità di ridurre il divario infrastrutturale e organizzativo che ancora separa diverse aree del Paese.

Scritto da: Fina Leocata

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