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Caffè con zucchero o senza, cosa cambia davvero? Non è soltanto una questione di gusto

today4 Settembre 2026 5

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Bere il caffè amaro evita gli zuccheri aggiunti e le relative calorie. Ma quanto incide davvero un cucchiaino sulla salute? Ecco gli aspetti da considerare e le possibili alternative

C’è chi non riesce nemmeno a immaginarlo senza zucchero e chi considera quasi un sacrilegio aggiungerne anche mezzo cucchiaino. Il caffè è meglio zuccherato o amaro?

Dal punto di vista del gusto la risposta è completamente personale. Sul piano nutrizionale, invece, qualche differenza esiste: aggiungere zucchero significa inevitabilmente introdurre zuccheri liberi e calorie che il caffè da solo praticamente non contiene.

Questo non significa che una singola tazzina zuccherata rappresenti automaticamente un problema per la salute. A fare la differenza sono soprattutto quantità e frequenza, oltre naturalmente all’alimentazione complessiva della persona.

Cosa succede quando aggiungiamo lo zucchero al caffè

Una tazzina di espresso senza zucchero apporta pochissime calorie. La situazione cambia nel momento in cui aggiungiamo uno o più cucchiaini di zucchero.

Il singolo caffè può sembrare irrilevante, ma bisogna considerare quante tazzine vengono consumate durante l’intera giornata.

Chi beve quattro caffè e mette ogni volta dello zucchero, ad esempio, introduce quotidianamente una quantità aggiuntiva che, sommata agli zuccheri presenti negli altri alimenti e bevande, può diventare significativa.

È quindi soprattutto l’abitudine ripetuta nel tempo a meritare attenzione.

Zucchero e infiammazione: attenzione alle semplificazioni

Il gastroenterologo Saurabh Sethi richiama l’attenzione anche sul rapporto tra consumo eccessivo di zuccheri e salute metabolica.

È però importante evitare una conclusione troppo semplicistica: non è il cucchiaino di zucchero messo occasionalmente nel caffè a provocare da solo un’infiammazione cronica.

Il problema riguarda piuttosto un’alimentazione abitualmente ricca di zuccheri aggiunti e calorie in eccesso. Nel contesto di una dieta poco equilibrata, un consumo elevato e continuativo di zuccheri può contribuire a condizioni associate a un maggiore rischio metabolico e cardiovascolare.

Il caffè zuccherato deve quindi essere considerato all’interno dell’alimentazione complessiva e non come un alimento isolato.

Bere il caffè senza zucchero abitua anche il palato

Eliminare gradualmente lo zucchero può avere un altro effetto interessante: permette di percepire meglio le caratteristiche aromatiche del caffè.

Un caffè di buona qualità e correttamente preparato non è necessariamente caratterizzato soltanto dall’amaro. A seconda della miscela, della tostatura e dell’estrazione possono emergere aromi e sfumature molto differenti.

Chi è abituato da anni a bere il caffè molto dolce potrebbe inizialmente trovarlo difficile da consumare senza zucchero. Una possibilità è quindi ridurne progressivamente la quantità, dando al palato il tempo di adattarsi.

Latte o cannella: le alternative allo zucchero

Per chi non ama il caffè completamente amaro esistono diverse possibilità.

Una piccola quantità di latte può modificarne sapore e consistenza senza necessariamente ricorrere allo zucchero. Naturalmente anche il latte apporta nutrienti e calorie, quindi la scelta dipende dalle esigenze individuali.

Un’altra possibilità è utilizzare un pizzico di cannella, soprattutto per il suo aroma naturalmente intenso, che può modificare la percezione del gusto.

Alla cannella vengono attribuiti diversi potenziali effetti metabolici studiati dalla ricerca, ma sarebbe scorretto presentarla come un ingrediente capace da solo di “accelerare il metabolismo” o controllare la glicemia in maniera clinicamente significativa.

Può semplicemente rappresentare un modo diverso per aromatizzare la tazzina senza aggiungere zucchero.

E i dolcificanti?

Anche sostituire automaticamente lo zucchero con un dolcificante non significa necessariamente aver trovato la soluzione perfetta.

Esistono numerosi tipi di edulcoranti, con caratteristiche molto differenti tra loro, e la ricerca continua a studiarne gli effetti quando vengono consumati regolarmente.

La scelta migliore, quando possibile, può essere quella di ridurre progressivamente la necessità di avere un sapore molto dolce, piuttosto che cercare necessariamente un sostituto dello zucchero.

Quindi è meglio il caffè amaro?

Se guardiamo esclusivamente agli zuccheri aggiunti, il caffè senza zucchero ha un vantaggio evidente: permette di gustare la bevanda senza aggiungere calorie e zuccheri che non sono necessari.

Questo non trasforma però una tazzina zuccherata in qualcosa da demonizzare.

Un cucchiaino ogni tanto ha un peso molto diverso rispetto a numerosi caffè fortemente zuccherati consumati ogni giorno, soprattutto se inseriti in un’alimentazione già ricca di bevande dolci, dolciumi e altri prodotti contenenti zuccheri aggiunti.

La vera differenza, quindi, non è soltanto tra caffè amaro e caffè zuccherato, ma tra un consumo consapevole e un’abitudine quotidiana della quale spesso non consideriamo la somma.

Scritto da: Fina Leocata

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